Varese, i giovani al centro del progetto Affiliate

  • Giancarlo Casà
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Il Varese non accenna a diminuire la propria attenzione verso i giovani. Sulle orme del “Progetto Affiliate” infatti, il responsabile dell’area scouting Alessandro Andreini ha recentemente fatto visita al Real Football Scalea, società dilettantistica dell’omonimo comune nella Calabria settentrionale. Una sosta di pochi giorni che ha permesso di rafforzare le sinergie fra il club biancorosso e una delle tante realtà che vengono costantemente monitorate dagli osservatori, nell’ottica della formalizzazione di un’affiliazione futura che possa dare la possibilità di scovare i nuovi De Luca e Lazaar.

“La collaborazione con questa società è nata l’anno scorso – dice Andreini – e ora siamo prossimi a definire precisamente il nostro rapporto. Si tratta di una zona molto interessante con un ampio raggio di osservazione: organizziamo periodicamente raduni a cui partecipano molti ragazzi, tanti dei quali provengono dalla Campania. E’ sicuramente un modo efficace per trovare dei talenti che possano entrare a far parte del settore giovanile biancorosso e magari un giorno debuttare in prima squadra. Un po’ come Cornacchia, che quattro anni fa è stato portato a Varese da Forte dei Marmi, suo paese d’origine, e che ha appena esordito in Serie B.”

E’ proprio Nicola Cornacchia uno dei protagonisti degli ultimi giorni: maggiorenne da poco meno di un mese, il centravanti toscano (ma nato in Puglia) ha calcato per la prima volta un campo professionistico nel “maledetto” pomeriggio di Carpi. Un inizio sicuramente non semplice, che però difficilmente sarà visto come un brutto ricordo per chi ha raggiunto il primo obiettivo della propria carriera.

Il giovane biancorosso è difatti ancora euforico: “La convocazione di domenica non era un sorpresa: ero l’unico attaccante disponibile a parte Petkovic e Neto, e per me andare in ritiro con loro e sedermi in panchina era già un successo. Poi quando il Mister mi ha mandato a scaldarmi…beh era come se si fosse fermato il tempo.”

“E’ stata come una vittoria – continua Cornacchia – nonostante il risultato al termine dei 90’ non sia stato per nulla soddisfacente. Ho ripensato ai miei genitori e a tutti i sacrifici che hanno fatto per me, ho ricordato tutte le difficoltà che sono stato costretto a superare quando mi sono trasferito qui, a quindici anni. Ritenevo Varese una città fredda, anche per la sua posizione geografica, ma poi fortunatamente ho dovuto ricredermi. Ho cominciato con gli Allievi Regionali e ho proseguito fino alla Primavera: ringrazio due allenatori in particolare, Antonelli e Ganz. Mi hanno dato un grosso aiuto per arrivare fino a qui.”.

(varese1910.it)

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