Tammy Abraham, mattatore in FA Youth Cup con il suo Chelsea

Ieri la formazione Under 18 del Chelsea ha battuto 3-1 i pari età del Manchester City nell’andata della finale di FA Youth Cup, disputata all’Ethiad Campus. Un risultato soddisfacente per i Blues, che mettono così una seria ipoteca sulla conquista di uno dei titoli più ambiti a livello giovanile, aspettando la gara di ritorno in programma il 27 aprile. Mattatore dell’incontro è stato il giovane Tammy Abraham, autore di una doppietta. Andiamo quindi a conoscere da vicino questo interessante prospetto.

Tammy Abraham nasce a Camberwell (zona periferica di Londra) il 2 ottobre 1997. E’ un centravanti che può giocare anche come ala destra o sinistra, alto 190 centimetri. Cresce nel settore giovanile del Chelsea, che frequenta già all’età di 7 anni. Anche per la sua stazza fisica ha spesso giocato da centravanti, ma negli ultimi tempi sta trovando più spazio come ala, complice la presenza fissa del bomber Solanke al centro dell’attacco dei Blues.

A partire dalla stagione in corso, Abraham è entrato a far parte della formazione Under 18 del Chelsea, giocando sotto età. Il rendimento è a dir poco positivo: circa 30 i gol realizzati, mentre sono 7 le reti in FA Cup giovanile, in sole 6 gare (tra cui la doppietta di ieri sera al City). Grande protagonista anche in Uefa Youth League, con 4 reti e 2 assist. Numeri che gli hanno regalato anche la possibilità di disputare alcune gare con l’Under 21, segnando un gol e soprattutto crescendo molto. Queste prestazioni hanno convinto il Chelsea a far firmare ad Abraham il primo contratto da professionista: è avvenuto lo scorso ottobre, nel giorno del suo compleanno e una settimana dopo le reti a raffica segnate in UYL allo Sporting Lisbona e in campionato al Tottenham.

Tecnicamente, come detto, Abraham è un centravanti possente, che negli ultimi tempi ha dovuto “traslocare” sulle fasce a causa della sovrabbondanza al centro dell’attacco. Nonostante i suoi 190 cm di altezza, riesce ad essere comunque molto veloce, aspetto fondamentale per giocare nel ruolo di ala. Tra i suoi punti forti ci sono l’uno contro uno, l’imprevedibilità e le ottime doti balistiche e aeree, ammirate anche nella gara di ieri sera contro il City.

A livello tattico, ha saputo adattarsi velocemente e facilmente al ruolo di ala, più spesso destra. I moduli a lui più congeniali sono quindi il 4-3-3 ma anche il 4-2-3-1.

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