Rossiter e la favola del calcio: l’esordio, il gol e l’abbraccio della Kop

  • Riccardo Aulico
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Il calcio è capace di raccontare storie meravigliose ed emozionanti, quasi delle favole, come quella del Liverpool, di Jordan Rossiter (17) e della sera del 24 settembre. Il giovane ragazzo, nato e cresciuto a Liverpool, ricorderà a lungo questa data, questi numeri, le emozioni e le fatiche di quella sera. Quella contro il Middlesbrough passerà alla storia del calcio come una delle partite e vittorie più sofferte dai Reds: 1-1 al termine  della prima frazione, 2-2 al termine dei tempi supplementari con un rigore per gli ospiti quasi allo scadere, servono poi 30 rigori per chiudere il match. Però, quella contro il Boro, nonostante le difficoltà della propria squadra e la mancata chance di rendersi ancora protagonista dal dischetto, è stata la partita della svolta per la carriera del giovane Rossiter, a detta di molti il futuro erede di Steven Gerrard. Il gol del primo vantaggio del Liverpool porta la sua firma: a dieci minuti dal fischio d’inizio Blackman respinge, Rossiter si fa trovare pronto e insacca in rete dalla distanza. Il cuore è a mille, il volto incredulo dice tutto, inizia la rincorsa verso la Kop che è già esplosa e acclama il suo nuovo eroe. L’abbraccio della curva è una delle immagini più belle della serata. Chissà che emozione se fosse stato il suo centro a regalare la vittoria ai suoi, ma questa è un’altra storia. Tutto sotto lo sguardo vigile del capitano, Steve G., che dalla tribuna osserva ed esulta per il gol. Quel ragazzino lì in mezzo al campo che esulta e conquista il pubblico è il suo erede. Anche lui, fin da quando è entrato nell’Under 6 del Pool, porta il numero 8 sulle spalle e guarda al capitano come un mito sognando di poter giocare un giorno al suo fianco. Già qualche tempo fa Robby Fowler, che di Liverpool e di calcio ne capisce, lo disse: “Jordan Rossiter, potenzialmente il nuovo Steve G”. Un futuro radioso, da costruire su solide basi per il centrocampista di soli 17 anni, già investito di una grande responsabilità. Nel frattempo Anfield e la Kop sono già ai suoi piedi.

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