Roma, l’agente di Adamo: “Matteo ha grandi qualità e sta crescendo. La Roma adesso crede in lui, ma…”

  • Simone Negri
  • in

Nonostante l’eliminazione della Roma, la classe di Matteo Adamo non è passata affatto inosservata al torneo di Durban. Il talentuoso centrocampista, classe 1996, ha trascinato la squadra giallorossa nelle prime due partite nel girone, rendendosi protagonista di due partite di assoluto livello condite da due reti. Il secondo gol, quello realizzato contro il Benfica su calcio di punizione, è una gemma di pregevole fattura che è andata ad incastonarsi all’incrocio dei pali. Per parlare dello splendido momento di Adamo, che gli è valso l’inserimento nella rubrica settimanale “Giovani in Vetrina” curata dal nostro sito, la redazione di Vocegiallorossa.it ha contattato l’agente del giocatore, l’avvocato Alessandro Floris, il quale cura gli interessi del talento giallorosso insieme a Danilo Caravello: “La prova di Matteo all’esordio stagionale ha confermato che il giocatore ha avuto un’evoluzione importante, aggiungendo, alle note caratteristiche balistiche di assoluto rilievo, un dinamismo e una capacità di andare in verticale oltreché di saltare l’uomo che ne completano il bagaglio tecnico. Mi conforta che abbia ripreso il percorso da dove lo aveva interrotto nello scorso giugno, in costante crescita. Il centrocampo a tre allestito dal mister, cementato dalla forza di Ricozzi e Pellegrini, può favorire l’emergere delle sue qualità“.

Proprio di recente, Matteo Adamo ha firmato il suo primo contratto da professionista con la Roma, segno che la società crede nel giocatore. Ecco le parole del suo procuratore in merito: “Non dimentico che abbiamo passato gran parte della scorsa stagione con la faccia nella polvere, e che rari attestati di stima, che non dimenticheremo, sono stati l’unico conforto di una fase estremamente negativa. Credo che Matteo debba questo contratto soprattutto alla sua capacità di incidere nelle partite decisive, si è rialzato ed ha mostrato il suo valore, e andiamo fieri di quello che ha fatto. La risalita folgorante di Matteo nella considerazione generale dell’ambiente calcistico, dimostra quanto sia effimero il calcio e volubili i giudizi espressi sui giocatori. Non so dirle se la società avesse smesso di credere in lui, voglio pensare invece che attendesse da Matteo la reazione d’orgoglio e personalità che ha avuto. E lo ha dimostrato prima l’allenatore restituendogli la titolarità e poi la dirigenza premiandolo con un contratto da professionista. Non credo che sia interesse di nessuno depauperare un patrimonio tecnico importante come quello di Matteo“.

Leave a Comment

(required)

(required)