Parma, mister Crespo: ”Devo essere allenatore a 360°. Stiamo migliorando, sono fiducioso”

  • Simone Negri
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L’allenatore della Primavera crociata Hernan Crespo ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta di Parma, alla quale ha raccontato le sensazioni di questi primi sei mesi nel nuovo ruolo e i suoi obiettivi per il futuro. Ecco le sue parole, riportate da Parmalive.com: “Sono contento. Molto felice di fare questo lavoro per il quale mi sono preparato tanto. Con i ragazzi ho cercato sin da subito di instaurare un rapporto franco e onesto. La cosa più appagante è averne constatato la crescita. Invece, l’aspetto che francamente non mi aspettavo di affrontare, è il gap, la distanza che esiste fra il mondo della Primavera e quello della prima squadra. Un altro aspetto inatteso, questa volta in positivo, è la voglia matta dei ragazzi di emergere. Un allenatore deve lavorare proprio su questi due aspetti, per poi capire da chi dipende la crescita o meno di un ragazzo. Dalla mancanza di consapevolezza dei giovani calciatori o dalla mancanza di opportunità che si concedono loro. Gli obiettivi? Sin dai primi giorni della mia esperienza alla guida della Primavera, mi sono posto tre obiettivi – spiega Crespo – la conoscenza dei giocatori, imporre un taglio professionale alla loro esperienza, attraverso la condivisione ed il rispetto delle regole, in campo e fuori. Infine, trasformare i ragazzi in calciatori. Il cantiere è, ovviamente, ancora aperto“.

Nel prosieguo dell’intervista, l’ex centravanti argentino ha parlato delle differenze del ruolo di allenatore rispetto a qualche anno fa, oltre a trarre un bilancio di questa prima parte di campionato del suo Parma, con un occhio al Torneo di Viareggio: “Certo che è cambiato negli anni il lavoro di allenatore delle giovanili. Quando giocavo nella cantera in Argentina, non ho mai visto un giornalista intervistare un mister delle giovanili. Prima un allenatore pensava solo alla formazione da mettere in campo. Adesso bisogna essere un manager, che ha quotidiani rapporti con tanti gruppi di persone. In primo luogo i calciatori, poi la società, la prima squadra, il responsabile del settore giovanile con il quale per altro ho un ottimo rapporto. Ancora lo staff medico, i magazzinieri, i media, i tifosi. Un allenatore oggi deve essere anche maestro, psicologo. A volte anche genitore. Un lavoro globale, la cui sintesi si traduce nella partita del sabato. I risultati? Li ritengo soddisfacenti – prosegue Crespo -. Dopo le prime tre partite, a causa della mia inesperienza, mi sono accorto che ero andato troppo avanti con le mie idee. I giocatori non riuscivano a starmi dietro. Ho ricominciato con umiltà dall’abc. Nelle dieci giornate successive abbiamo ottenuto 5 vittorie, 4 pareggi ed una sconfitta con il Torino, maturata al 93′. Complessivamente, abbiamo dimostrato di essere competitivi. Anche nelle difficoltà che hanno coinvolto la società. Siamo a ridosso delle prime. Sono fiducioso. La cosa bella è che dipende tutto solo da noi. Posso garantire, però, che d’ora in avanti chi ci vorrà superare, dovrà fare uno sforzo enorme. Viareggio? Ne ho sempre sentito parlare ma non l’ho mai giocato. E’ un campionato a sé. Difficile. Molto competitivo. Lo aspetto con grande interesse e curiosità. Anche perché – conclude mister Crespo – il torneo dovrebbe coincidere con la nascita del mio terzogenito

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