Parma, il fallimento distrugge il grande patrimonio della società: il florido vivaio crociato non esiste più

Il Parma non ce l’ha fatta. Dopo un’annata a dir poco travagliata e purtroppo ricca di colpi di scena in senso negativo, la data del 22 giugno ha stroncato le speranze di tutti i tifosi crociati e sancito ufficialmente la non iscrizione del Parma al prossimo campionato di Serie B. Si avvera l’incubo di una piazza che è passata dal paradiso all’inferno nel giro di pochi mesi, dalla gioia per la qualificazione all’Europa League fino allo spettro del fallimento, poi realmente avvenuto. Il grande attaccamento alla maglia dei calciatori crociati – da capitan Lucarelli al giovane Mauri – e la passione ed i sacrifici di tutti i dipendenti, i quali hanno continuato a lavorare nonostante non ricevessero lo stipendio da mesi, avevano fatto sperare in un epilogo migliore. Purtroppo, così non è stato. Con il fallimento e la retrocessione tra i dilettanti si chiude un cerchio, ma attualmente il futuro vede più ombre che luci seppur le ultime notizie lascino presagire una ripartenza con basi solide. Sembra molto difficile pensare che nessuno rilevi una società come il Parma, ma al momento il club si ritrova senza denaro e senza alcun giocatore, in quanto tutti i tesserati sono automaticamente svincolati.

E’ proprio questo uno dei lati peggiori di ciò che sta accadendo al Parma. Al di là della retrocessione sul campo e della partenza a parametro zero di tutti i membri della Prima squadra, probabilmente la perdita ancora più grossa è rappresentata dalla totale rasa al suolo di tutto il settore giovanile. Chi vi scrive, pochi mesi fa ha assistito ad una partita della Primavera crociata al centro sportivo di Collecchio dove, insieme ai miei colleghi, abbiamo avuto la fortuna di parlare con mister Hernan Crespo ed il responsabile Francesco Palmieri, constatando quanto il Parma lavori in maniera ottimale con i ragazzi del proprio vivaio. Lo testimoniano ulteriormente i risultati, con la Primavera dello stesso Crespo ad un passo dai play-off, con gli Allievi eliminati proprio agli spareggi ed i Giovanissimi capaci di raggiungere – nel momento in cui scriviamo – la finale per l’assegnazione dello Scudetto di categoria. Tutto questo verrà spazzato via, a beneficio di altre società che non potranno far altro che approfittare della situazione per accaparrarsi i migliori prospetti del florido settore giovanile crociato. E di talenti ce ne sono in abbondanza: dai ben noti Josè Mauri ed Alberto Cerri, passando per il capitano Mirko Esposito, il centrocampista Jeremy Broh, il funambolico slovacco Lukas Haraslin ed il centravanti Lorenzo Mitta, soltanto guardando alla Primavera. Ancora più appetibili, probabilmente, saranno i giovani calciatori degli Allievi e dei Giovanissimi, come i vari Erlic, Pierini, Adorni, Adorante e Gyabuaa, quest’ultimo grande protagonista della fase finale del campionato. Un patrimonio disperso, delle gemme prodotte in casa che saranno costrette ad accasarsi altrove.

La giustizia ordinaria, come è lecito che sia, non fa sconti a nessuno: un fallimento è sempre un fallimento e di conseguenza il Parma dovrà ripartire da zero, dai campi polverosi del calcio dilettantistico dove si confronterà per la prima volta da tanti anni a questa parte contro piccole realtà di provincia. Guardando prettamente al lato sportivo, non ci sarà un solo appassionato di calcio in Italia che non abbia accolto con tristezza questa sentenza.

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