Onore al giovane grande Torino!

Torino – Dopo 23 anni dall’ultimo successo, il Torino è riuscito nuovamente a riportare lo scudetto Primavera nella sede di via Arcivescovado: i giovani granata insieme a mister Longo sono entrati nella leggenda del club granata. Ma che storia dietro a questo successo, sopratutto se paragonato a quanto accaduto nella passata stagione. Mister Longo, ormai alla guida della Primavera da ben 3 stagioni, con altrettante sulla panchina degli Allievi, è riuscito, dopo l’amara sconfitta dell’anno scorso ai rigori contro il Chievo, a ricostruire e rimodellare una squadra partendo da poche certezze e tante novità, situazione tipica all’interno del Settore Giovanile in cui le rose si rinnovano di anno in anno. Anche quest’anno la finale si è giocata ai rigori ed è quasi paradossale constatare che la vittoria sia arrivata da sfavoriti ripensando invece ai pronostici dell’anno scorso. Il Torino di Barreca, Comentale, Aramu, Gyasi, con questi ultimi due definiti dallo stesso Longo come “mostri sacri” della Primavera di quell’anno, non è riuscito laddove la forza e la grinta del gruppo di quest’anno hanno brillato, un gruppo composto da molti “esclusi eccellenti” della passata stagione come Morra e Rosso che hanno trascinato a suon di gol i granata nella loro impresa. La forza e la volontà di chi non si dà mai per vinto hanno caratterizzato l’intero campionato granata e la favola delle Final Eight poi culminata con la vittoria sulla Lazio. Il tiro alla fune per il primo posto nel girone con la Fiorentina, la vittoria ai rigori contro il Milan, la soffertissima rimonta ai tempi supplementari ancora contro i viola e poi la finale al cardiopalma, ancora ai rigori, contro i biancocelesti: questa la breve cronistoria del successo granata. Zaccagno, e la sua parata sul rigore di Pollace, Morra, e la sua tripletta contro la Fiorentina, Rosso, e il suo gol nei primi minuti della finalissima: le punte di diamante di un gruppo solido e coeso, cresciuto nel corso della stagione e che ha infine raccolto i complimenti di tanti grandi campioni della Prima squadra come Padelli, Darmian, El Kaddouri o capitan Glik. Una vittoria, questa della Primavera, che affonda le sue radici nel passato, fin dalla rifondazione del club avvenuta nel 2005. In 10 anni la nuova dirigenza societaria è riuscita a ridare lustro sia alla Prima squadra ma anche ad un Settore giovanile che da anni può essere ritenuto come uno dei migliori in Italia, oltre che uno dei più vittoriosi considerando anche le categorie inferiori alla Primavera. Longo è riuscito a ripetere i successi dei suoi predecessori come Vatta, Rampanti, Sala e Ferri, riportando la coppa nella suggestiva cornice del Filadelfia, storica “casa” delle giovanili granata ora in ricostruzione. Le parole di qualche anno fa di Massimo Bava, dal 2009 responsabile del Settore giovanile e uno dei protagonisti della ricostruzione, suonano oggi come una premonizione: “I primi risultati del nostro lavoro li vedrete fra tre anni”. Detto, fatto. Nell’anno in cui Torino ha l’onore di rappresentare lo sport europeo è arrivata questa grande soddisfazione. Che la società granata possa continuare sulle orme di questo successo e che possa crescere grazie alla valorizzazione dei propri giovani.

Leave a Comment

(required)

(required)