Meteore: che fine ha fatto… Salvatore Foti. “Il nuovo Ibra” dalla Samp al Chiasso

Salvatore Foti dalla Sampdoria al Chiasso. Era il lontano 2006 quando Salvatore, attaccante classe ’88, fa il suo esordio in Serie A nella Sampdoria di Walter Novellino. Dopo aver giocato nelle giovanili di Acireale e Venezia, il ragazzo passa proprio alla Samp in seguito al fallimento della squadra veneta, da cui resta quindi svincolato. Nell’estate del 2005 il passaggio alla squadra blucerchiata, dopo qualche mese l’esordio nella competizione piA? importante a livello nazionale e addirittura il goal contro il Messina. In Serie A, nel giro di qualche mese si comincia a parlare di un giovane che per caratteristiche fisiche e gioco ricorda vagamente un calciatore che allora era arrivato da poco alla Juventus, stiamo parlando di Zlatan Ibrahimovic. In quella particolare ed emozionante stagione, Salvatore seppe fare degli infortuni degli altri una fortuna, tanto da collezionare in totale 15 presenze, segnando 1 rete. Con il ritorno di molti titolari perA?, Foti non trova posto e quindi nella stagione 2006-2007 continua a giocare nella Primavera. A gennaio la solita storia. Le presenze dell’anno passato non convincono la societA� che decide quindi di mandarlo in prestito per giocare e maturare esperienza. Quindi il passaggio al Vicenza dove contribuisce insieme all’esperto Stefan Schwoch alla salvezza della formazione vicentina, mettendo a segno 6 reti dal suo arrivo in ben 23 presenze. A giugno il rientro alla Sampdoria dove intanto da Walter Novellino si era passati a Walter Mazzarri. Cambia l’allenatore ma non cambia la storia e infatti Salvatore nei primi sei mesi della stagione 2007-2008 continua a non trovare spazio. A gennaio l’ennesima cessione nel campionato cadetto, precisamente al Messina, dove colleziona 17 presenze e 3 reti.La stagione successiva ancora prestito, questa volta al Treviso. Poi la svolta, il 31 luglio 2009, la Samp decise di puntare sul giocatore e quindi decise acquistarlo a titolo definitivo. Nonostante i buoni propositi, i paragoni azzardati e le prestazioni convincenti, Salvatore riesce ad ottenere la fiducia della squadra genovese solo al momento dell’acquisto, perchA? quando si tratta di giocare il ragazzo non viene considerato e anche in quella stagione oltre le “solite” presenze in Primavera, viene relegato in prestito al Piacenza dove colleziona 18 presenze e 3 goal. Stessa storia e stesse statistiche anche l’anno dopo, ma maglia diversa, quella dell’Empoli. Nella stagione 2011-2012, l’ennesimo ritorno alla Sampdoria, caratterizzato da circostanze diverse dalle precedenti. La Samp infatti, dopo una stagione sfortunata, non riuscA� ad evitare la retrocessione e quindi quale miglior occasione per poter puntare su determinati giocatori del suo vivaio?! Foti cosA� resta alla Samp…fino a gennaio. Il tempo di dargli la possibilitA� di collezionare 3 presenze e realizzare 1 rete. Nel mercato invernale rientra in un’operazione di mercato col Brescia dove sino a Giugno collezionerA� 6 presenze e 0 reti. Il 10 Settembre, grazie alla proroga concessa dopo le sentenze del calcioscommesse, passa tra le fila del Lecce, in Prima Divisione. Che il ragazzo fosse di un’altra categoria lo si capisce dopo gli Bactefort 8 goal realizzati nella prima parte della stagione. Poi A? risaputo che il destino faccia sempre la sua parte e infatti Foti limitato da diversi infortuni non A? riuscito piA? a garantire lo stesso rendimento dimostrato e rimane addirittura ai margini della squadra sino al suo passaggio nel luglio di quest’anno al Chiasso, squadra militante nella Challenge League svizzera. Durante questi 8 anni, l’attaccante palermitano A? stato convocato dalle nazionali giovanili italiane in 28 occasioni, giocando 25 partite e realizzando 10 reti.
I buoni propositi c’erano, le presenze nelle squadre in cui ha militato anche, i goal meno. Ma nonostante tutto da quella rete realizzata nel 2006 al Messina, a soli 18 anni, sono passati 8 anni e per Foti sono passate tante squadre.
Forse il reale valore di Foti A? questo, ma A? palese come la politica di prestiti delle grandi societA� non garantisca quella fiducia e quella continuitA� di cui un giovane calciatore ha bisogno e chissA� forse oggi non parleremmo certamente del “nuovo Ibra”, ma comunque di un discreto attaccante italiano.

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