Meteore: che fine ha fatto… Alberto Cossentino. Palermitano doc, dai rosanero alla Torres

Era il lontano 2006 quando Alberto Cossentino fa il suo esordio con la prima squadra del Palermo. Ed è allora che Cossentino era riuscito in quello che ogni giovane calciatore sogna: giocare nella squadra della propria città.  E Palermo ne sembrava orgogliosa. Perchè quando una città assiste alla crescita di un giovane ragazzo, che dal settore giovanile riesce addirittura ad esordire in Europa, lo fa con orgoglio. In quella stagione Alberto guadagna due presenze in Coppa Italia ed una in Coppa Uefa. A Gennaio di quell’anno l’ennesima conferma. Il mercato invernale è fonte di tante offerte per lui, soprattutto dalla Serie B. Ma il Palermo di Guidolin non vuole fare a meno del ragazzo e decide di confermarlo in rosa. Non è ancora tempo di prestiti ed esperienze in campionati minori. Dalla stagione 2007-2008 diventa un giocatore della Prima Squadra e anche della Nazionale Italiana Under 20 da cui viene convocato per la prima volta. Poi quel giorno, il 30 Marzo 2008, dopo l’esordio in Coppa Italia e quello in Coppa Uefa per Alberto è tempo di Serie A. In quella partita, Napoli-Palermo, Zaccardo è costretto alla sostituzione e subentra proprio lui. A 19 anni, fa l’esordio in Serie A, al San Paolo, con la maglia della sua città: il sogno sembra quasi realizzarsi, appunto quasi. Trovare quel giorno un tifoso rosanero convinto che Alberto non sia una giovane promessa ma un potenziale pilastro del Palermo del futuro, era realmente una “mission impossible”. Poi, il declino.

Il 12 Luglio 2008 viene ceduto in prestito alla Triestina in Serie B. Zero presenze ed esperienza poco utile, Alberto ed il Palermo decidono di optare per il rientro anticipato. Torna in Sicilia ma non viene mai schierato in campo, se non dalla Primavera con cui riesce a vincere il Campionato di categoria. L’ennesima dimostrazione che sul giovane si può lavorare, perchè c’è del potenziale. Il 18 Luglio 2009 si concretizza quella che è quasi un’ abitudine delle società calcistiche italiane: “Ho un giovane interessante in squadra? Bene, gli do fiducia e gli do continuità? Macchè, lo cedo in prestito!”. Alberto viene infatti ceduto in prestito al Novara, squadra militante in Prima Divisione.  Sei presenze e promozione in Serie B. Nel 2010, il Novara non esercita il diritto di opzione per acquistarlo, ma decide di farlo in comproprietà in accordo con il Palermo. Primi segnali, che la fiducia che un tempo gli aveva permesso di esordire in Coppa Uefa, non c’è più. La stagione del possibile rilancio nei livelli che contano, inizia con un infortunio. Alberto non riesce ad affermarsi e finisce per realizzare solo due presenze, una in Coppa Italia ed una in Campionato. Sette presenze in due anni sono poche per un ragazzo che conosceva già la “musichetta” della Coppa Uefa. A gennaio passa al Gela, a fine anno torna e finisce il rapporto professionale tra lui e la sua città. Il Palermo decide di cederlo definitivamente al Novara e oltre a perdere un Campione d’Italia, perde anche l’occasione di valorizzare uno dei suoi più promettenti giovani. Da quel momento Alberto cambia tre squadre, Andria, Reggiana (in foto con la maglia della squadra) e Torres, la squadra dove milita oggi. Da Istanbul a Sassari, in 6 anni Alberto dal paradiso torna coi piedi per terra. Ma ancora non è detta l’ultima parola. Perchè qualcosa di positivo nelle storia di Alberto c’è e si tratta del tempo.  Infatti fin quando avrà il tempo dalla sua parte, Cossentino potrà godere ogni giorno della possibilità di potersi rilanciare e di poter dimostrare che con un po’ di pazienza e fiducia, forse, non sarebbe finito a giocare in Lega Pro.

2 Comments

    • ruben

      16 novembre 2014

      fatemi capire, quindi tutte le società e tutti gli allenatori sono stati ciecati e solamente l’autore del pezzo lo considera un giocatore con delle potenzialità??

      non potrebbe essere invece che sta avendo la carriera che si è meritato?

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    • Filippo

      16 novembre 2014

      Ciao ruben, ti scrivo io che sono l’autore!
      Ti rispondo con molta cordialità. Non credo di aver mai affermato quanto hai scritto tu. Ho solo raccontato la carriera di Alberto precisando dei dati di fatto.
      Che il Palermo non gli abbia mai dato fiducia credo sia palese e nel calcio la fiducia percepita dal calciatore fa molto. Se uno come Guidolin, che all’Udinese ha lanciato tantissimi giovani, ha puntato su di lui credo che un motivo ci sia stato. Ho scritto l’articolo evidenziando quella che è la pratica di molte squadre italiane e cioè anzichè puntare sui giovani, mettendoli alla prova nella propria squadra e dandogli soprattutto fiducia, preferiscono mandarli in campionati minori dove rischiano di fare panchina e di bruciarsi. Credo, a mio modestissimo parere, che Alberto sia tra questi ragazzi.
      Gli ho augurato di poter dimostrare a tutti che quella minima potenzialità che gli ha permesso di arrivare in Coppa Uefa (non è stata sola casualità).
      Spero di esserti stato d’aiuto.

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