La FIFA bandisce i TPO. Un’azione a tutela soprattutto dei giovani talenti di tutto il mondo. Mercato con meno soldi ma forse più pulito

Il calciomercato della sessione invernale è arrivato e gia da qualche giorno trattative, operazioni sotto traccia e improvvisi colpi sono all’ordine del giorno. Al momento i maggiori movimenti di mercato hanno visto protagonisti calciatori già affermati e per lo più stranieri. Certamente questo mercato di riparazione non sarà caratterizzato da spese folli, le casse di quasi tutte le società di calcio in Italia non sono più da anni a fondo perduto. Ogni trattativa deve essere parte di una strategia che non deve mai andare oltre la propria disponibilità economica. Insomma, non ci sono più quei colpi di mercato, magari gestiti dai presidenti, dove non si badava a spese e si poteva prendere chiunque. In alcune parti del mondo però quando una società di calcio vuole un giocatore costosto ma non può prenderlo per motivi economici si avvale dei Fondi d’Investimento. Noti nel calciomercato come terze parti, sono dei veri e propri gruppi economici con grandi capacità finanziarie che comprano parte dei cartellini e i conseguenti diritti dei calciatori. Questa pratica, nota soprattutto in Sud America, negli ultimi anni ha permesso a diverse società, anche piccole, di comprare giovani e costosi talenti utilizzando questi fondi che sono diventati a tutti gli effetti co-proprietari di moltissimi giocatori.  Tuttavia, quest’anno la FiFa, stanca delle continue infrazioni che si sono verificate in tante operazioni di mercato dove erano presenti le TPO (Third part ownership), ha deciso di emanare una legge per l’abolizione delle suddette. Queste “entità” hanno avuto fino ad ora un peso molto rilevante sul mercato dei giovani talenti e il loro potere di detenere parte e a volte la totalità dei diritti dei giocatori spesso ha avuto risvolti negativi. Naturalmente per molti  operatori di mercato la notizia dell’abolizione di queste terze parti è molto positiva. Tuttavia, ritengo che debbano essere i giocatori e sopratutto quelli giovani a dover gioire per questa importante decisione presa dalla FiFa: questi fondi d’investimenti sono famosi per il fatto di essere in grado di mettere a disposizioni delle società di calcio delle ingenti quantità di denaro per poter acquistare determinati giocatori diventando oltre che creditori anche proprietari di tutti quei cartellini comprati con la loro partecipazione economica. Un vero e proprio intreccio di accordi e flussi di denaro che spesso portano i possibili acquirenti di un giocatore a dover indagare su quante e quali società d’investimento hanno percentuali sul suo cartellino. Inoltre, i giocatori che si ritrovano con un cartellino dai proprietari multipli incorrono in un’altra difficoltà: infatti i fondi d’investimento, oltre che a fare vere e proprie operazioni di speculazione, hanno acquisito un certo peso anche sulle scelte professionali di molti giovani calciatori e s’inseriscono pesantemente nelle trattative di calciomercato determinandone l’esito.

Alla fine per loro i calciatori sono un vero e proprio investimento che deve fruttare per i loro interessi economici e nulla più. Vi sono diversi esempi che parlano di trattative andate in fumo a causa di complicazioni dovute a fondi d’investimento poco trasparenti e, in certe zone del pianeta, implicate anche  in operazione di riciclaggio di denaro sporco. In questi casi quelli che ci vanno di mezzo sono i giocatori e tutto per il “vile denaro” . Vi sono stati anche casi di società che alla fine hanno dovuto vendere l’intero cartellino del giocatore a questi fondi per poter pagare i debiti con quest’ultimi. Il funzionamento di questi fondi è materia molto oscura e complessa e molte storie come quelle di Dybala e Falcao, i cui cartellini erano di proprietà di terze parti, rappresentano solo una microparte di questo sistema che la FIFA sta cercando di distruggere. Ci sono nazioni dove questi fondi d’investimento sono delle vere e proprie istituzioni con ampi poteri di lobbying. Alcuni esempi ci arrivano dal Portogallo e dal Sud America dove questa pratica si è estesa a macchia d’olio nel corso degli anni. Sarà interessante vedere come queste realtà reagiranno a questa nuova legge della FiFa.

La legge della FiFa prevede l’abolizione completa delle TPO dal maggio 2015 dunque in questo mercato di  gennaio sicuramente molte di essere cercheranno di trovare il modo per eludere questa nuova regola o per organizzare al meglio il proprio giro di affari. Probabilmente, come ogni cosa fatta dall’uomo, si troverà una scorciatoia, volendo essere realisti, anche di fronte a dei divieti.  Gli interessi economici sono troppo alti per sparire come se nulla fosse. Sicuramente i giovani talenti, i cui cartellini sono stati spesso presi in ostaggio da queste terze parti, con questa nuova legge potranno essere più tutelati sotto tanti punti di vista. La FiFa da più parti è stata lodata per questa decisione e molti si aspettavano da diverso tempo un’azione di questo genere.

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