Inter, è Taufer la risposta a Mastour

Hachim Mastour, baby fenomeno del Milan classe 1998, sta calamitando su di sé l’attenzione di molti addetti ai lavori, che spingono per un suo esordio nella prima squadra allenata da Pippo Inzaghi. E l’Inter? I nerazzurri ascoltano e prendono nota, ma in cuor loro sono sicuri di avere già la risposta pronta alla sensazione destata dal talento rossonero. Perché nel settore giovanile guidato da Roberto Samaden c’è un talento che promette di regalare magie: il suo nome è Mel Taufer, centrocampista di origini etiopi che ha un futuro radioso davanti a sé. Il quotidiano Libero gli ha dedicato un approfondimento, ripreso dal sito FcInterNews, che ci permette di andare a scoprire la storia del nuovo gioiello del vivaio interista.

Mel, il cui nome completo è Melkamu, che in aramaico significa “sua bellezza” (il ragazzo sembra essere un predestinato già all’anagrafe) è nato in Etiopia l’8 febbraio 1998 ed è arrivato in Italia all’età di quattro anni, adottato da una famiglia di Ospitaletto (provincia di Brescia). L’Inter si è accorta di lui quando aveva otto anni, e il capo degli osservatori nerazzurri Pierluigi Casiraghi non se lo è fatto scappare. Taufer sta quindi svolgendo tutta la trafile nel settore giovanile dell’Inter, e nel suo palmares può già vantare ben tre scudetti consecutivi: due con i Giovanissimi (il secondo dei quali da capitano) e uno con gli Allievi, per sua stessa ammissione il più difficile perché si è trovato a giocare contro ragazzi di un anno più grandi di lui.

Regista davanti alla difesa, “tuttocampista” per vocazione, con buona propensione anche agli inserimenti in zona gol grazie alle dote naturale di un’ottima corsa unita a una tecnica finissima, Taufer ha già all’attivo una chiamata nella Nazionale Under 16, con tanto di fascia da capitano al braccio. Mel dovrebbe far parte della rosa degli Allievi anche il prossimo anno, ma non è da escludere un precoce salto in Primavera; l’Inter crede in lui, come dimostra il prolungamento del contratto fino al 2018, ma il ragazzo resta con i piedi per terra. I nerazzurri intanto sognano: chissà che la risposta a Mastour non possa essere un altro talento simbolo di un’Italia sempre più multietnica.

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