Giovani in Vetrina, i migliori 6 scelti dalla redazione. Questa settimana: Fares, Minala, Trotta, Baldini, Palombi, Alastra

Come ogni settimana torna l’appuntamento con Giovani in Vetrina, la rubrica di Mondoprimavera.it dedicata ai talenti messisi maggiormente in evidenza negli ultimi giorni. I nomi saliti alla ribalta sono stati più che mai numerosi, in una settimana che ha visto in grande spolvero tanti nuovi talenti che hanno brillato sui massimi palcoscenici del calcio professionistico e giovanile. Scopriamo insieme quali sono i Giovani in Vetrina scelti dalla redazione di Mondoprimavera.it, per l’occasione in edizione speciale con ben sei nomi in primo piano.

L’ESORDIO DEL NUOVO ITURBE “FATTO IN CASA”
E’ arrivato in Italia, inizialmente al Vicenza, nel 2012 dopo essersi svincolato dal Bordeaux ed è poi stato acquistato dall’Hellas Verona nella trattativa che ha portato Bojinov in biancorosso. Mohamed Fares veste la maglia blu da quasi due anni e già si è conquistato l’appellativo del “nuovo Iturbe”. Francese di origini algerine, Fares ha trovato lo scorso week-end la gioia dell’esordio con la maglia della Prima squadra, seppur arrivato all’89’. I tifosi e l’ambiente gialloblu, ma soprattutto il giocatore aspettavano da tempo il fatidico esordio dopo due la stagione dell’anno scorso ad alti livelli nella Primavera di Pavanel. Il giovane classe ’96, dopo essere arrivato a Verona, porta i suoi alla conquista del primo titolo, il “Trofeo giovanile città di Arco – Beppe Viola”, e si mette subito in mostra nell’edizione passata del Torneo di Viareggio. Attaccante moderno, dotato di un’ottima struttura fisica ma conosciuto soprattutto per l’eccellente progressione che lo ha accostato proprio a Juan Manuel Iturbe. Il giovane franco-algerino, mancino puro, non è un vero e proprio bomber, ma è molto utile alla manovra dei suoi grazie alla velocità, alla tecnica e alla buona coordinazione. Le ottime prestazioni dell’anno scorso hanno causato il forte di interesse sia di grandi club italiani, come Napoli e Roma, ed esteri, su tutti il Manchester City. Rispetto all’anno scorso, 14 presenze tra Campionato e Coppe con 6 gol all’attivo, il giovane Fares ha già premuto l’acceleratore segnando in 11 partite 5 gol e arrivando all’esordio in Serie A. L’Hellas si tiene stretto il suo gioiellino sperando che possa seguire le orme del giocatore, ormai ex, a cui tutti ora l’accostano.

MINALA, PRIMO GOL TRA I PROFESSIONISTI PER LASCIARSI ALLE SPALLE SOSPETTI E INSINUAZIONI
Dopo un inizio difficile, è finalmente arrivata la prima gioia in Serie B per Joseph Minala, a segno con la maglia del Bari al quale ha regalato la vittoria al 92′. Il giovane attaccante camerunense aveva infatti collezionato finora soltanto pochissimi scampoli di partita, e l’augurio è che questa rete possa segnare la svolta della stagione. Sembrano finalmente lontani i tempi in cui il suo nome risuonava tra gli addetti ai lavori soltanto per i sospetti e le insinuazioni legate alla sua età, con molte persone decise a sostenere la tesi secondo la quale Minala avrebbe molti più anni di quelli che dichiara la sua carta di identità (è un classe ’96). La polemica, scoppiata lo scorso anno dopo la prima apparizione del giovane attaccante in prima squadra, è durata per qualche settimana ed ha scosso il ragazzo, cresciuto in un paese come il Camerun in una situazione di vita tutt’altro che semplice. In Africa, Joseph ha tuttora ben dieci fratelli e lo stipendio che percepisce giocando a calcio finisce quasi interamente a loro. Nonostante la giovanissima età, Minala ha dunque sulle spalle un’intera famiglia e responsabilità certamente superiori rispetto a quelle di tanti suoi coetanei: anche per questo motivo, il primo gol messo a segno tra i professionisti avrà certamente fatto scappare un sorriso a lui ed a tutti coloro che conoscono bene la sua storia.

UNA VITA IN INGHILTERRA E LA DOPPIETTA IN AZZURRO: LA STORIA VARIEGATA DI MARCELLO TROTTA
Una vita in Inghilterra, esordi a parte, e la convocazione, condita dal gol, in Under 21. La storia di Marcello Trotta, nonostante la giovane età, è già condita da numerosi colori sociali e leghe. Lui, casertano doc, iniziò la sua carriera nelle giovanili del Napoli. Lo nota il Manchester City, nel 2008 (poco prima degli anni della ricostruzione) durante una gara dell’Under 16. Ha 15 anni e 10 mesi. Lo prende per uno stage, dopo qualche tempo lo dirotta al Fulham che lo tessera. Poi per lui nomi sempre meno altisonanti: Wycombie (quarta divisione inglese), Watford (seconda divisione), Brentford (sempre seconda divisione) per poi arrivare di nuovo giù alla sua attuale squadra, il Bamsley, società calcistica inglese della Football League One, terza divisione britannica. Ventidue anni e sette squadre cambiate – comprese giovanili – mica male. Poi la convocazione in Under 21, e fu così che anche gli italiani iniziarono a conoscerlo ed apprezzarlo, come il suo ct, Di Biagio. Il suo ricordo più bello? Provate a chiederglielo, uno su tutti, né i complimenti di Dempsey né quelli di Diarra: “Il gol col Brentford contro il Chelsea in Fa Cup all’andata. Finì 2-2. Lo metto a pari merito con la rete dell’Under. Che emozione. Ho raccolto una respinta e ho incrociato di destro, che non è il mio piede. Mi marcava Terry, è stato duro ma corretto. E alla fine anche se era furioso per il risultato mi ha fatto i complimenti. Gentilissimo. Come Cahill”. Il suo mito è Drogba. In questa stagione, con il Bamsley, finora, un gol in quattro presenze.Due giorni fa il ritorno al gol (per due volte) in azzurro nel 4-1 tra Under 21 e la B Italia, rappresentativa dei migliori giovani del campionato di seconda divisione. Sua la doppietta che apre e chiude la gara: prima al 21′, dopo una triangolazione con Molina, e poi al 38′ a tu per tu con Provedel dopo un’incertezza di Barreca. Trotta ha una storia sicuramente particolare, ma di lui sentiremo ancora tanto parlare.

UN TRIS NERO E AZZURRO PER LANCIARSI IN ORBITA
Enrico Baldini ha vissuto una settimana che potrebbe aver proiettato la sua giovane carriera al livello successivo. L’esterno offensivo classe 1996, di proprietà dell’Inter, ha infatti vissuto un turbine di soddisfazioni che resteranno per sempre scolpite nella sua memoria, e che lo hanno rivelato al grande pubblico. Tutto è cominciato con l’esordio in Europa League, un premio concessogli da Roberto Mancini nella trasferta contro il Qarabaq visto l’ottimo rendimento tenuto dal ragazzo nella prima parte di stagione con la Primavera di mister Vecchi. Una volta tornato nella “sua” categoria, Baldini ha continuato a fare ciò che gli riesce meglio: il suo gol non è servito ad evitare la prima sconfitta stagionale dei baby nerazzurri, ma ha certificato le qualità di un ragazzo che non si arrende mai e che, al 94′ minuto, ha dimostrato l’orgoglio di provare a raddrizzare una gara ormai virtualmente chiusa. La ciliegina sulla torta di una settimana perfetta à arrivata nel pomeriggio di mercoledì, quando il ct della Nazionale Under 19 Alessandro Pane lo ha schierato dal primo minuto nell’amichevole contro l’Albania. Baldini ha sfoderato una prestazione da campioncino, meritandosi un occhio di riguardo in vista delle convocazioni azzurre per la fase élite di qualificazione all’Europeo di categoria. Sei giorni per farsi conoscere, per lanciare in orbita una giovane carriera che si preannuncia ricca di soddisfazioni: Enrico scende dall’ottovolante, sognando di salirci al più presto nel suo futuro a tinte…nere e azzurre.

IL BOMBER BIANCOCELESTE
Sta vivendo un ottimo momento di forma l’attaccante della Lazio Simone Palombi. Il ragazzo, cresciuto nel settore giovanile biancoceleste, è diventato ormai un titolare inamovibile del terzetto avanzato di Inzaghi, completato da “colleghi” Tounkara e Oikonomidis. Palombi, dal canto suo, sta rispondendo a suon di gol: sono già 10 le segnature stagionali in campionato che lo rendono capocannoniere della squadra, mentre sono due quelle in Coppa Italia. Un bottino di tutto rispetto per un attaccante classe 1996, che tra l’altro Inzaghi può schierare indistintamente come punta centrale o esterna. Curiosamente la vittima preferita di Palombi è per ora il Palermo, prossima avversaria della Lazio sabato nei quarti di finale di Tim Cup. Ai rosanero, infatti, il giocatore biancoceleste ha segnato una tripletta lo scorso 23 novembre (gara terminata 3-1). Palombi è un attaccante completo, che può giocare al centro o più defilato, dotato di un’ottima tecnica ma soprattutto di un gran fiuto per il gol. Non lo sta dimostrando soltanto con la maglia biancoceleste della Lazio, ma lo ha fatto anche ieri con quella azzurra dell’Italia Under 19. Palombi, alla prima chiamata da parte del ct Pane, ha subito bagnato l’esordio con una rete. Subentrato nella ripresa a Piu (autore dei primi due gol azzurri), ha messo a segno la marcatura del 3-1 finale, dopo che l’Albania era riuscita ad accorciare le distanze a tempo scaduto. Una grande soddisfazione per un giocatore divenuto uno dei pilastri della Lazio, tenuto in grande considerazione anche a livello di prima squadra. Il ragazzo, tra l’altro, in estate si è legato al club biancoceleste fino al 2018, firmando il suo primo contratto da professionista. Un Palombi in grande ascesa, nella Lazio come in Nazionale.

LA SARACINESCA ROSANERO
In Italia, il reparto probabilmente più fornito di giovani talenti nostrani è la difesa: se tra i difensori il numero è abbastanza alto specialmente per una questione di logica numerica, visto che si gioca sempre con una difesa a tre, a quattro o a cinque, per quanto riguarda i portieri c’è molta abbondanza di talento nonostante il numero si riduca ad un solo titolare per squadra. Per quanto riguarda il Palermo, pare proprio che la società rosanero per il futuro si sia decisa a concedere la difesa della propria porta a Fabrizio Alastra, estremo difensore classe ’97 sempre più punto di riferimento della rosa Primavera del club di Viale del Fante. L’inizio della sua stagione è stato veramente di alto livello, e nonostante la retroguardia rosanero non sia una delle più solide, gli va indubbiamente riconosciuta un’abilità incredibile nel risultare spesso e volentieri decisivo. Parate d’istinto, uscite impeccabili e reattività fuori dal comune, le sue caratteristiche lo hanno reso uno dei più ambiti portieri nel panorama calcistico italiano; in virtù delle sue grandi potenzialità, il Palermo ha pensato bene di non lasciarselo scappare, e così ha da poco definito con il giocatore un contratto da professionista che lo legherà ancora più strettamente alla società del patron Zamparini. Chissà che un giorno non lo si possa ammirare al Renzo Barbera come numero 1 rosanero…

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