Giovani in Vetrina, i migliori 5 scelti dalla redazione. Questa settimana: Parigini, Barba, Bonazzoli, Mattiello, Mazzini

Torna l’appuntamento settimanale con Giovani in Vetrina, la rubrica di Mondoprimavera.it che si propone di dare visibilità ai cinque ragazzi ad essersi maggiormente distinti sul palcoscenico del calcio professionistico. Tra primi gol da festeggiare, esordi e convocazioni in Nazionale, scopriamo insieme quali sono i cinque Giovani in Vetrina scelti dalla nostra redazione.

IL GRIFO RISORTO

Quello tra Vittorio Parigini e il Perugia sembra, con il passare delle giornate di campionato, un matrimonio felice. La società umbra ha dimostrato la validità di un progetto costruito sui giovani (ben 13 gli under ’95 scritti in prima squadra) e lo ha dimostrato con un inizio di stagione esaltante in cui proprio Vittorio Parigini, in arrivo dalla Primavera del Torino dopo un’esperienza, non terminata bene, nella Juve Stabia in Serie B, è stato protagonista. Il vento però non gira sempre a favore e così, prima dell’ultima giornata disputata, i Grifoni di Camplone hanno conosciuto una significativa battuta di arresto che ha divorato punti su punti  e ha permesso la perdita dei posti al vertice della classifica. La forza di una squadra però sta proprio nella capacità di reazione e di risposta ai momenti di “crisi”, se così può essere definita. E così, volendo fare un paragone tra creature mitologiche) imitando l’araba fenice che risorge dalle sue stesse ceneri, anche il Grifo ha mostrato nuovi segnali di vita. L’impulso viene proprio da lui, uno dei più giovani, uno di quelli che ha unito la propria causa a quella della propria squadra: nell’ultima contro l’Entella il giovane Vittorio mette la firma per ben due volte nelle marcature biancorosse regalando l’assist per il primo gol di Falcinelli e siglando il raddoppio. Un matrimonio felice, dicevamo, tra un giovane classe ’96 che cerca con grinta e passione l’occasione della vita e una società dalle giovani basi con un “terzo incomodo” alla finestra: un Torino che al termine della stagione dovrà fare i conti con il Perugia e i suoi tifosi che non lasceranno partire tanto facilmente il giovane campione vista la formula del prestito (con diritto di opzione per gli umbri e contro-opzione per i piemontesi).

CHE BARBA, CHE GOL

Federico Barba non è il vostro implacabile bomber, abituato a timbrare il cartellino tutte le domeniche. Il ragazzo classe 1993, romano e romanista di fede e estrazione calcistica, di mestiere fa il difensore: il suo compito è quello di cercare di fermare gli attaccanti avversari, ma nell’ultimo turno di Serie A si è concesso una licenza poetica andando a segnare il vantaggio dell’Empoli. Un perfetto colpo di testa su morbido assist di Valdifiori, una girata imprendibile che ha portato in vantaggio i toscani nella gara casalinga, poi vinta col risultato finale di 2-1, ai danni della Lazio. Un segno del destino che il primo gol della carriera del giovane Barba arrivi proprio contro i biancocelesti, in quello che per lui sarà sempre un match al sapore di derby. Dopo le giovanili nella Roma e una stagione in prestito al Grosseto, il difensore classe ’93 sta trovando la sue dimensione nell’isola felice di Empoli: rincalzo di lusso della collaudata coppia centrale formata da Rugani e Tonelli, Barba è una pedina preziosa a disposizione di mister Sarri: Federico conosce ormai alla perfezione i dettami tattici del tecnico toscano, che lo stima al punto di averlo preferito al capitano dell’Under 21 Bianchetti in entrambe le occasioni in cui è stato chiamato a sostituire l’indisponibile Tonelli. Barba è fatto così, sa aspettare il suo momento e ama ripagare la fiducia di chi lo tiene in considerazione; in estate avrebbe potuto lasciare Empoli per giocare da protagonista in Serie B, ma ha voluto mettersi alla prova e, fino ad ora, sta dimostrando di saper affrontare senza tremare le luci della ribalta del calcio italiano. Poi è arrivato il gol contro la Lazio: bello, importante, di quelli da non dimenticare. E’ la sua prima rete da professionista, non certo l’ultima delle soddisfazioni di una giovane carriera destinata ad un futuro luminoso.

IL BOMBER CHA AVANZA: IL FUTURO (AZZURRO E NERAZZURRO) E’ ADESSO

Anche nel momento più difficile è possibile vedere la luce in fondo al tunnel. Lo sanno bene in casa Inter, dove la prima squadra allenata da Walter Mazzarri sta vivendo uno dei momenti più complicati della propria storia recente, tra un gioco che ancora non si vede e i risultati che tardano ad arrivare. Ad alleviare il malcontento dei tifosi, lanciando un grande messaggio di speranza a tutto l’ambiente nerazzurro, ci ha pensato però un ragazzo ancora minorenne ma che ama già studiare da grande: Federico Bonazzoli, attaccante classe 1997, è infatti il futuro ma anche il presente dell’Inter. La settimana passata è stata di quelle da ricordare per il baby bomber di Manerbio: lui, tifoso nerazzurro dalla nascita e autore di una trafila da enfant prodige nel vivaio interista, nello spazio di quattro giorni è tornato a calcare il campo in una gara di serie A (la prima dopo l’esordio contro il Chievo nell’ultima giornata della scorsa stagione) per poi togliersi la soddisfazione dell’esordio nell’undici titolare nella gara di Europa League contro il Saint-Etienne. 83 minuti complessivi, nei quali respirare a pieni polmoni l’atmosfera del calcio dei grandi e utili a rompere il ghiaccio di una carriera che sembra ricalcare le orme di quelle dei predestinati. Nel weekend è arrivata anche la ciliegina sulla torta della settimana perfetto, con la convocazione in Nazionale Under 21: se il ct Di Biagio deciderà di schierarlo nell’amichevole contro la Danimarca, Bonazzoli diventerà il più giovane esordiente della storia dell’Under 21, strappando il record all’altro canterano nerazzurro Crisetig. Con un vortice di soddisfazioni di tale portata ci sarebbe da perdere la testa, ma non sembra essere il problema di Federico: il ragazzo tiene i piedi ben piantati per terra, facendo tesoro di ogni insegnamento e di ogni esperienza e tenendo in mente l’obiettivo più grande, quello di costruire una carriera da grande giocatore. Bonazzoli studia da grande, con la testa sulle spalle: i tifosi nerazzurri già scalpitano, confidando nel suo talento cristallino per poter sperare in un futuro migliore.

“SETTEBELLO” PER L’ESORDIO DI MATTIELLO

Una carriera partita dal settore giovanile della Juventus fino al recente esordio in Prima Squadra. La storia di Federico Mattiello è tutta a tinte bianche e nere, e, proprio con questi colori, sono arrivate recenti soddisfazioni. Il centrocampista bianconero ha esordito con la squadra di Max Allegri nell’ultimo match di campionato contro il Parma vinto per 7-0 dai bianconeri. Dei sette gol, Mattiello ha assistito attivamente, dal campo, solo all’ultimo siglato da Morata, poiché entrato in campo nell’ultimo scorcio di partita al posto di Claudio Marchisio. Federico non ha partecipato molto alla manovra della Juventus, il ché è normale visto lo scarso minutaggio e l’esiguo recupero, ma avrà probabilmente tempo per recuperare visto che Allegri sembra disposto a concedergli nuove occasioni. Di lui ha parlato bene anche il mister della Primavera, Fabio Grosso, che ne ha elogiato grinta, passione e volontà di far bene. Per Mattiello il sogno è appena iniziato e non ha intenzione di svegliarsi. Ora è tempo di scrivere la propria storia, quella vera, quella da professionista. Il tifo bianconero è già dalla sua parte.

PARARE UN RIGORE ALL’ESORDIO: L’HA FATTO

Parare un rigore all’esordio? L’ha fatto Mazzini. Nel match-derby tra Brescia e Atalanta, finito con la vittoria della “Leonessa”. Partita capovolta dopo un’iniziale vantaggio della “Dea”, un match duro che ha visto ben tre espulsi. Come con il ChievoVerona i nerazzurri partono forte e già al primo minuto passano in vantaggio con Parigi che realizza il suo sesto gol in otto partite. Poi Tulissi e Messina sfiorano il raddoppio, prima dell’episodio che cambia la partita. Merelli atterra Baraye, è rigore ed espulsione. In porta va proprio Mazzini, portiere classe ’98 degli Allievi al debutto in Primavera. Gargiulo va dal dischetto. Il tiro… E la respinta di Mazzini. Gloria momentanea seguita da sfortuna, però, perché il pallone, respinto, finisce proprio tra i piedi del numero otto bresciano (Gargiulo ndr) che realizza l’1-1. La squadra di Bonacina anche in dieci produce diverse palle gol e Mazzini sfodera ottimi interventi ed una grande parata su un tiro da fuori di Forgacs, che toglie le castagne dal fuoco. A vincere è il Brescia grazie a un gol di Baraye a inizio ripresa. Nel recupero altre due espulsioni, una per parte: Bruno per i padroni di casa e Messina per i nerazzurri. Match non ortodosso, ma denso di spettacolo, che Mazzini non dimenticherà facilmente.

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