Juventus: alla scoperta di Filippo Romagna, il difensore voluto da Pessotto

Tra le domande più ricorrenti dei tifosi, ce n’è sempre una in particolare: “chissà che squadra tifa…”. Alcuni giocatori non hanno problemi a rivelare la propria squadra del cuore, altri la tengono per sé a causa degli interessi e sospetti che potrebbero nascere: ricordiamo ad esempio il “caso Di Michele” ai tempi del Palermo, che quando disse di tifare Roma venne lasciato fuori nel match contro i giallorossi per “scelta tecnica” (in realtà alcune voci parlano di una esclusione voluta dal presidente Zamparini) nonostante ai tempi fosse titolare inamovibile, o ci viene in mente anche un Miccoli che non ha mai nascosto di tifare Lecce ed alcuni tifosi – nella stagione della retrocessione salentina – lo accusavano di sbagliare alcuni gol di proposito (ipotesi da escludere). Lecito quindi non dire ai quattro venti di che colore è tinto il proprio cuore, coraggioso – invece – rivelarlo. C’è un Primavera della Juve che non ha mai nascosto la propria fede milanista, tanto da rifiutare in un primo momento la Juventus. Parliamo di Filippo Romagna, difensore classe ’97 voluto fortemente da Pessotto.
La storia di Romagna è curiosa. Nato a Fano, cresciuto a Rimini, a 14 anni lo chiama la sua squadra del cuore (il Milan, ndr) ma lui rifiuta: non vuole lasciare casa sua. Lo cerca la Juve, è ancora un no. Pessotto non si arrende – secondo quanto riporta un’inchiesta di Libero – insiste, va a Fano ed incontra i genitori mentre Filippo è a scuola. “Vieni almeno un giorno a vedere quello che ti sto proponendo” gli dice Gianluca. Filippo si convince, va a Vinovo con la famiglia e poi resta lì da solo. Qualche mese difficile, poi sboccia l’amore: Pirlo passa dal Milan alla Juventus. Andrea da Brescia è il suo idolo fin da bambino, il trasferimento in bianconero del regista cancella ogni dubbio dalla mente di Filippo.
Capitano dell’Italia U-17, carisma, intelligenza nell’impostare la manovra, anticipo e lettura di gioco: c’è scritto questo nella carta d’identità del giovanissimo difensore – regista all’occorrenza, proprio come il suo idolo, a sottolineare le sue doti tecniche – convocato anche da Conte nel match di Europa League contro la Fiorentina, con una Juve in emergenza. L’ex responsabile del settore giovanile bianconero Giovanni Rossi, ora al Sassuolo, ai tempi – sempre secondo quanto riporta Libero – indicò i tre giovani, a suo avviso, più promettenti: Cristante, Romagna, Cerri. Nomi che fanno ben sperare e, magari, anche il futuro dell’Italia.

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