ESCLUSIVA MP.IT – Tahiraj: ”La Juve? La società non credeva più me, ora penso solo al Toro. Grande onore giocare con la Nazionale”

Due giorni fa si è disputato il primo match del Torneo triangolare amichevole tra le Under 19 di Croazia, Albania e Azerbaijan. La prima partita, Albania-Croazia è terminata 1-0. La rete delle Aquile porta la firma di Francesco Tahiraj, talentino in forza al Torino Primavera. Proprio in questa sessione di mercato estiva, Francesco è arrivato al Toro dalla Juventus, asse di mercato, quello tra le due società, che si è molto infiammato nelle settimane scorse e che ha portato in granata molti ex talenti del club bianconero. Attaccante esterno classe ’96, Francesco a 17 anni è già molto conosciuto nel suo paese e, insieme ad altri suoi “colleghi”, rappresenta la nuova e promettente generazione di talenti del calcio albanese. MondoPrimavera.it lo ha contattato in esclusiva. Ecco l’intervista:

Ciao Francesco. Come molti quest’anno, sei arrivato dalla Juventus al Torino. Un percorso un pò insolito per chi tra le due squadre vede solo rivalità. Che esperienza hai vissuto alla Juve?

“La Juve mi ha fatto crescere molto come giocatore ma sopratutto come persona. Sicuramente sono stati sei anni indimenticabili, però era giunto il momento di cambiare aria visto che la società non credeva più in me e in tanti altri giocatori cresciuti li”.

Ora sei invece agli ordini di mister Moreno Longo e hai trovato un gruppo formato da tanti nuovi compagni. Come è stato ambientarsi in queste settimane?

“In queste due settimane e mezzo c’è stato un bellissimo rapporto con i ragazzi. I veterani ci hanno accolto bene. L’ambiente negli spogliatoi, il gruppo e la squadra devono essere armi in più per noi”.

Quali sono i tuoi obiettivi stagionali con la maglia granata?

“Sicuramente il primo obbiettivo è arrivare fino in fondo in campionato, senza escludere due competizioni importanti come la Coppa Italia e il Viareggio”.

In Albania, il paese in cui sei nato, ti conoscono già tutti. Parlaci un pò di te, che giocatore sei, che ruolo ti piace ricoprire in mezzo al campo e qual è la tua caratteristica principale?

“Sono un giocatore che occupa molte zone del campo: mezz’ala, trequartista, esterno offensivo. Le mie qualità sono la rapidità, la tecnica e la velocità”.

Qualche giorno fa sei stato decisivo nella vittoria in amichevole della tua Nazionale sulla Croazia. Che cosa vuol dire giocare già a 17 anni con i colori del proprio paese?

“È un emozione unica giocare per la propria nazione, ovviamente è una maglia che pesa tanto. Devi onorare un paese intero”.

Il calcio italiano ha accolto e accoglie tuttora numerosi talenti del calcio albanese. Basta citare alcuni esempi come Tare, Bogdani, Berisha, Memushaj, Hysaj o  Cana. A chi ti ispiri?

“L’idolo di tutti è il capitano della nazionale maggiore Lorik Cana, però a me piace molto Ledian Memushaj visto anche la posizione in campo simile alla mia, ma non solo perché ho avuto modo di allenarmi un anno intero con lui. Ho imparato davvero tanto da lui”.

Tanti i giovani talenti albanesi che stanno approdando al calcio italiano. Mi vengono in mente i nomi di Manaj e Hyseni che conoscerai sicuramente. Talenti isolati o sintomo di rinascita del calcio albanese?

“Sicuramente il calcio albanese sta crescendo, lo dimostra il numero di talenti albanesi che giocano in Italia, Germania, Svizzera. Si può ipotizzare che in futuro potremmo cominciare anche noi a partecipare a qualche competizione importante”.

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