ESCLUSIVA MP.IT – Saltarin:”Sento già la fiducia dei compagni. In Serie D con chi gioca per mestiere”

Abbandonare la città dove si è cresciuti per muovere i primi passi tra i professionisti non è un passaggio così semplice, e nella vita di un ragazzo questo può voler dire spesso dover fare tanti sacrifici: ambientarsi con nuove persone, in posti nuovi, con un mister nuovo, tutto questo ha aspetti positivi e negativi, ma di certo è una tappa fondamentale per la carriera di un ragazzo che proviene da una squadra Primavera. A proposito di ciò, MondoPrimavera.it ha intervistato in esclusiva l’attaccante Simone Saltarin, classe ’95 proveniente dalla Primavera del Pescara e trasferitosi da un paio di settimane all’Olympia Agnonese, squadra di Isernia che milita in Serie D. Il ragazzo è in ritiro con la squadra a Monte Castel Barone e sin da subito ha dato dimostrazione del suo valore, segnando l’unico gol del match di ieri in amichevole contro il Ladispoli, vinto dall’Agnonese per 1-0.

Ciao Simone! Sappiamo che provieni dal Pescara, e anche che hai avuto modo di vivere questa realtà per diverso tempo. Che ne pensi della società che ti ha fatto maturare fin qui?
“Ho iniziato a giocare nel Pescara a 10 anni, inutile dire quel posto che sia come casa mia. Ho fatto parte della compagine abruzzese fino a Gennaio di quest’anno, quando sono stato mandato in prestito all’Angolana. La società è da sempre interessata alla crescita e allo sviluppo dei ragazzi, viene considerata da tanto tempo uno dei settori giovanili migliori d’Italia, e ha sempre preparato in modo completo i giovani, punta molto a farli entrare in prima squadra. Molto spesso è possibile notare, tramite le qualità di un ragazzo, se questi ha avuto una buona formazione nel proprio settore giovanile o meno, perché ciò che impari durante i primi anni diventa la base per il tuo futuro, indi per cui reputo che chi è cresciuto nel Pescara ha sicuramente delle ottime basi per poter migliorare ancora.”

Quindi credi tuttora che sia una società che sa dare grande considerazione alla Primavera oltre che alla prima squadra?
Assolutamente sì, anche solo il fatto che per quest’anno hanno ingaggiato Massimo Oddo come allenatore della Primavera fa riflettere, di certo non è uno stupido. Così come negli anni passati hanno preso dei professionisti come Christian Bucchi e Federico Giampaolo. Hanno capito sin da subito che per allenare dei ragazzi giovani, serve qualcuno che abbia una mente giovane, che sappia gestire i ragazzi e riesca ad infondere loro dei valori e non solo delle capacità.”

Come procede invece ad Agnone?
Va molto bene, stiamo lavorando duro, sia di mattina che di pomeriggio, siamo in un paesino piccolo ed accogliente, è una dimensione molto amichevole e non è dispersiva, dunque mi trovo veramente bene. Mi sto già facendo vedere, ho segnato proprio oggi contro il Ladispoli (ieri, ndr) e abbiamo vinto per 1-0; sento la fiducia dei compagni e così facendo riesco bene nel mio ruolo di realizzatore, credo sia un buon inizio.”

Inutile dire dunque che ti stai preparando al massimo per questa stagione che verrà.
Precisamente, sto cercando in tutti i modi di migliorare le mie capacità realizzative perché questa è forse la stagione più importante per me finora. Devo segnare il più possibile e mettermi in mostra per poter crescere tra i più grandi e diventare sempre più forte, cosa ottenibile solo tramite un duro e continuo allenamento. Ormai sono fuori dalla Primavera e penso di aver scelto bene, se fossi rimasto non avrei avuto gli stimoli necessari per dimostrare le mie capacità, avevo bisogno di un’avventura simile per poter crescere.”

Cosa ne pensi del campionato di Serie D?
“E’ sicuramente molto più formativo del Campionato Primavera, perché tra ragazzi probabilmente si giocherà di più ma qui i punti valgono veramente tantissimo, vincere può permetterti di scalare la classifica e raggiungere la Lega Pro, così come perdere può avvicinarti di più al baratro dell’Eccellenza. Allo stesso tempo in Primavera c’è solo gente della tua età, mentre qui si gioca con chi porta il pane a casa, persone anche di trent’anni che hanno molta più esperienza e che dunque sanno darti del filo da torcere.  Anche dal punto di vista fisico e dell’intensità è totalmente un altro campionato, avevo bisogno di un’esperienza del genere.”

Parlando invece del trasferimento, è stato difficile per te abbandonare un’ambiente familiare come quello del Pescara?
“A dirla tutta no, già avevo un’idea di quello che mi aspettava: era molto difficile che la società mi proponesse già un contratto da professionista, così appena ho avuto la possibilità ho fatto le valigie e sono partito alla volta di questa nuova avventura, e credo di aver fatto la scelta giusta, mi sono sentito subito pronto. Specialmente da un punto di vista umano sto diventando indipendente, sono convinto che col tempo quest’esperienza mi farà diventare più grande e più maturo.”

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
“L’obiettivo principale è quello di giocare tanto e di fare bene, parto con l’intenzione di fare il meglio possibile ma non sono uno di quelli che promette un determinato numero di gol, posso solo dire che darò tutto me stesso per ottenere dei risultati, i conti si fanno alla fine.”

Come mai hai scelto l’Agnonese?
“Ho scelto di firmare il contratto con l’Agnonese perché sin dall’inizio mi hanno parlato di un progetto che ha come base i giovani come me, lo dimostra il fatto che il più vecchio della nostra squadra ha 26 anni. Avevo ricevuto un’offerta anche da parte del Chieti ma loro avevano preso diversi giocatori di categoria, specialmente degli attaccanti, quindi non avrei potuto giocare con continuità. L’Agnonese mi ha convinto e ho sposato questo progetto, peraltro mi ha chiamato proprio il mister che avevo lo scorso anno all’Angolana e che quest’anno allena ad Agnone, Giuseppe Donatelli.”

C’è un giocatore a cui ti piace paragonarti?
“In molti mi hanno paragonato a Shevchenko, o ad Immobile, principalmente perché non sono né il classico centravanti statico che gioca solo di sponda, né un numero 10 da piedi sopraffini, sono abbastanza bravo tecnicamente ed ho una buona visione di gioco con facilità di corsa ed elevazione, dunque mi considero abbastanza completo, ma ho ancora tanto da migliorare.”

Infine volevo chiederti che ne pensi della situazione del calcio giovanile in Italia.
“C’è poco da dire, in questo paese si preferisce comprare talenti stranieri per milioni e milioni di euro anziché credere in quei ragazzi che fanno la trafila in Primavera. I talenti nostrani vengono relegati in piccole realtà che possono anche aiutarli a crescere, ma di per sé non vi è una cultura dei giovani, non vengono quasi mai inseriti in prima squadra, anzi molto spesso vengono venduti da giovani per fare il classico “tesoretto” estivo per investire sugli stranieri già conosciuti.”

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