ESCLUSIVA MP.IT – Di Nardo: ”Gol speciali per il rilancio, zona playoff nel mirino. Empoli grande famiglia, sono orgoglioso perché…”

A Empoli, terra di difensori-bomber, sta sbocciando un talento che sta ripercorrendo le orme dei centrali della prima squadra di mister Sarri. Mirko Di Nardo è il nome nuovo in casa Empoli: il difensore classe 1996, romano di nascita ma ormai empolese di adozione dopo nove stagioni vissute indossando la maglia azzurra, si sta rendendo protagonista di un ottimo avvio di stagione impreziosito da due gol firmati nelle ultime giornate che hanno rilanciato i suoi verso le zone alte della classifica. Mondoprimavera.it lo ha intervistato in eslcusiva, in una chiacchierata dalla quale sono emersi l’orgoglio di vestire la maglia dell’Empoli e i grandi obiettivi personali e di squadra per la stagione 2014/2015.

Mirko, ormai sei un difensore-goleador.
Per un difensore segnare è sempre una gioia particolare, una soddisfazione doppia rispetto a quella di chi vive per il gol. Quello contro la Ternana mi ha reso doppiamente felice, perché è arrivato in un momento molto importante per la squadra: è stato il gol del 2-0, che ha messo in discesa la partita, pesante come quello segnato contro il Palermo per fissare il risultato sull’1-1. Spero di ripetermi, anche se da difensore provo la stessa soddisfazione nello sbrogliare un’azione pericolosa o nel fare un salvataggio decisivo all’interno della mia area di rigore”.

Come per la prima squadra, i gol arrivano dalla difesa.
Vero, con già tre centrali andati in gol (tre reti all’attivo per Tonelli e uno a testa per Rugani e Barba, ndr.) la prima squadra fa della pericolosità in zona offensiva dei propri difensori uno dei suoi punti di forza. Sarri lavora molto sui calci da fermo, ed è quello che facciamo anche noi agli ordini di mister Cecchi: proviamo e riproviamo le palle inattive sia a favore che a sfavore, e i miei due gol sono il frutto dell’attenzione meticolosa riservata a questo frangente del gioco”.

Le vittorie contro Sampdoria e Ternana vi hanno rilanciato dopo un avvio di stagione non brillante.
I successi ottenuti in Coppa Italia e nell’ultimo turno di campionato sono stati un crocevia fondamentale della nostra annata: abbiamo dato un segnale delle nostre qualità, facendo capire a tutti quali sono le reali potenzialità di questa squadra. Siamo un gruppo molto giovane, con un età media più bassa rispetto alla maggior parte dei nostri avversari, un fattore che unito alle difficoltà presentate dal nostro girone ha reso difficile il nostro inizio di campionato. Adesso però abbiamo imboccato la strada giusta, dobbiamo proseguire su questo percorso pensando a fare il meglio possibile partita dopo partita”.

Il Girone C è appunto una novità per l’Empoli: come cambia l’approccio preparandosi a coprire distanze così lunghe?
Sicuramente essere impegnati ogni due settimane in trasferte lunghe, che possono addirittura richiedere di prendere l’aereo per raggiungere la nostra destinazione, richiede un grande dispendio di energie fisiche ma soprattutto mentali. Al tempo stesso ritengo che confrontarsi con una realtà così impegnativa rappresenti un momento di crescita importante, specialmente per un gruppo giovane come il nostro: misurarsi con realtà e mentalità differenti è un’esperienza fondamentale, che ci aiuta anche a cementare l’affiatamento del nostro gruppo”.

Che tipo di ambienti avete trovato in questa prima parte del campionato?
Come da tradizione i campi del sud sono sempre molto caldi, con un pubblico numeroso sulle tribune e partite impostate sul piano dell’aggressività e nelle quali anche la componente del nervosismo tende a farla da padrone. Gli aspetti tecnico-tattici passano un po’ in secondo piano, e abbiamo avuto bisogno di un po’ di tempo per adattarci a questa nuova realtà; adesso però sappiamo cosa ci aspetta, e ci faremo trovare preparati ad ogni impegno che ci troveremo di fronte”.

Empoli è da sempre un ambiente speciale: raccontaci l’atmosfera che si vive a Monteboro.
Per me l’Empoli, dopo nove anni passati con questa maglia, rappresenta una seconda famiglia: Monteboro è un po’ la mia seconda casa, un ambiente in cui ognuno, dai magazzinieri al presidente, svolge il proprio compito mettendoci testa e cuore. Il club non ha il potere d’acquisto per permettersi di acquistare giocatori di alto livello, e quindi ha sviluppato la missione di creare in casa i ragazzi che andranno a rinforzare la prima squadra. Questo spirito e la grande attenzione per la crescita non solo calcistica ma anche umana di noi giovani rendono l’Empoli una delle migliori società italiane”.

Quali sono gli obiettivi stagionali?
La società crede molto in questo gruppo e si aspetta di vedere ripagata la propria fiducia, ma siamo noi stessi i primi a fissare molto in alto l’asticella dei nostri obiettivi. Il traguardo primario è quello di raggiungere le squadre che ci precedono in classifica, e credo che nelle ultime gare abbiamo dimostrato di potercela giocare con chiunque. Questo primo passo ci permetterebbe di mettere nel mirino il nostro obiettivo stagionale, che è quello di arrivare quantomeno ai playoff per accedere alle finali scudetto”.

A livello personale cosa ti aspetti da quest’annata?
Cerco di vivere alla giornata, lavorando in ogni allenamento con l’orgoglio di far parte di un grande gruppo e di poter dare il mio contributo alla squadra. Aver conquistato una maglia da titolare e riuscire a giocare con continuità rappresenta un motivo di grande rivalsa: lo scorso anno non ho giocato neanche un minuto in nessuna della competizioni in cui eravamo impegnati, e credo che questo inizio di stagione abbia dimostrato tutto il carattere e l’orgoglio che mi hanno fatto arrivare fin qui”.

Per concludere, una domanda di rito: se dovessi scegliere, a cosa punteresti tra Scudetto e Torneo di Viareggio?
Risponderei senza esitazioni: lo Scudetto Primavera sarebbe un risultato fantastico, il finale perfetto non solo di un stagione ma addirittura di un’intera vita passata vestendo questa maglia. Sarebbe la chiusura di un percorso indimenticabile, un traguardo che sogno dal primo giorno in cui ho messo piede in questa società”.

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