ESCLUSIVA MP.IT – Giammarino: ”La Serie D esperienza fondamentale. A Pescara sono cresciuto tantissimo”

La realtà giovanile del Pescara è una di quelle che possiamo considerare sicuramente tra le più importanti. Anno dopo anno, inserisce sempre nuovi ragazzi all’interno del progetto Primavera e modella le loro capacità per poter consegnare nelle loro mani un sogno, quello di poter diventare un giorno dei professionisti a tutti gli effetti. Chi proviene da questo percorso di  formazione può essere considerato a tutti gli effetti un potenziale professionista, perché nonostante l’Italia di per sé sia carente di spazio per i giovani, in quel di Pescara l’obiettivo è sempre uno: far maturare i giovani per poterli un giorno inserire in prima squadra. Uno dei tanti ragazzi a cui è stata concessa questa possibilità è Luca Giammarino, difensore diciannovenne proveniente dal settore giovanile del Pescara che ha vissuto la sua prima esperienza tra i professionisti sin da questo Gennaio con la maglia dell’Angolana. MondoPrimavera.it lo ha intervistato in esclusiva per conoscerlo meglio e per sapere delle novità sul suo futuro.

Ciao Luca! Parlaci un pò di te e del tuo ruolo.
“Ciao Andrea. Sono un difensore classe ’95, all’inizio il mio ruolo era quello di terzino, successivamente a Pescara mi hanno fatto giocare anche da difensore centrale, in cui mi sono trovato bene sin dall’inizio. Nella metà della scorsa stagione ho giocato molte partite come terzino ma ho sempre preferito il ruolo che il Pescara ha saputo darmi, come difensore centrale.”

Quando è iniziata la tua esperienza con la maglia del Pescara?
“Ho indossato per la prima volta la maglia del Pescara all’età di 14 anni, ho iniziato dagli Allievi di seconda fascia fino al secondo anno di Primavera, poi a gennaio però sono andato in prestito all’Angolana (6 mesi fa, ndr). Sono arrivato all’ultima partita del girone d’andata e poi sono andato via a fine campionato.”

E per quest’anno che verrà dove sei diretto?
“Per quest’anno ho firmato col Chieti, siamo già in ritiro a Colledimezzo sul lago di Bomba, in provincia di Chieti.”

Come ti è sembrata quest’esperienza che hai maturato tra i professionisti con la maglia nerazzurra?
“Nella serie D si incontrano giocatori già formati che militano nel mondo del calcio già da diversi anni. In primavera invece ci sono tutti ragazzi della stessa età, secondo il mio parere l’esperienza in Serie D è fondamentale per chi vuole inseguire il proprio sogno. Con l’Angolana mi sono trovato davvero molto bene, è un bellissimo ambiente e il mister Donatelli è eccezionale. Ha permesso che mi esprimessi al meglio e mi ha dato molte opportunità.”

E invece come ti sei trovato a Pescara durante gli anni trascorsi lì?
“Mi sono trovato bene i primi due anni, successivamente qualche problema e le poche opportunità di giocare mi hanno diciamo  allontanato un po’. Però dopotutto mi ha formato ed è stata un esperienza che mi ha fatto crescere sotto molti punti di vista, devo veramente tanto al Pescara.”

E in questo ambiente con chi hai legato maggiormente?
“Parlando degli allenatori,  mi sono trovato davvero molto bene durante il primo anno con mister Cicchitti e anche con l’allenatore della Berretti Aielli. Ho anche avuto la fortuna di incontrare il professor Ermanno Ciotti,  che stimo tantissimo e che penso sia uno dei migliori preparatori atletici che ho incontrato e secondo me che ci sono in giro. Con i giocatori mi sono trovato
molto bene con tanti, alcuni sono venuti con me all’Angolana e  sono quelli con cui ho legato di più.”

Chi pensi possa arrivare in alto tra i tuoi ex compagni del Pescara?
“Beh, ce ne sono molti che possono aspirare in alto. Però non mi sento di giudicare nessuno… Spero e credo che alcuni come Saltarin, Sborgia o anche Carlini, classe ’96 che ora ho rincontrato qui a Chieti, possano diventare degli ottimi giocatori, ma di certo ne sto dimenticando molti altri.”

Quali sono invece le tue ambizioni e i tuoi sogni?
“Tutti noi abbiamo dei sogni nel cassetto, come si dice. Il mio è quello di arrivare il più in alto possibile nel calcio e magari fare come Fabio Grosso, che partendo da una piccola realtà è riuscito a diventare campione del Mondo da protagonista assoluto. Il mio sogno più grande credo sia quello di giocare nella Juventus, squadra che tifo sin da bambino.”

C’è un giocatore in cui intravedi le tue caratteristiche?
“A dire la verità no, non mi riesco a vedere in nessun giocatore al momento. Spesso mi accostano ad alcuni giocatori, ma per adesso devo ancora definirmi e crescere molto. Sin dalle prime esperienze calcistiche a Pescara ci hanno insegnato che non si finisce mai di imparare e di migliorarsi, anche dopo anni e anni di carriera.”

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