ESCLUSIVA MP.IT – Comentale: ”Al Toro come in famiglia. Tornerò più forte di prima”

E’ uno dei migliori 5 della settimana passata scelti dalla redazione di MondoPrimavera.it. Il motivo di questa scelta lo avevamo già reso noto, ma dato che oggi lo abbiamo contattato per scambiare qualche parola, allora vale la pena ricordarlo. Alessandro Comentale è un ragazzo del ’95. Nato da padre granata e madre viola, tifosa accanita della Fiorentina. Grazie alla passione dei suoi genitori ha sempre respirato calcio e il padre lo cominciò ad allenare da quando era molto piccolo. Poi inizia la trafila nelle giovanili del Toro, la squadra del cuore. Sì, perché Alessandro è uno di quelli che la maglia e i colori li sente cuciti addosso, come una seconda pelle. Gli Allievi, poi la Primavera con Longo ed infine la convocazione in prima squadra in una delle partite più importanti della stagione passata del Toro. Ora Alessandro gioca in prestito al Como, ma sa bene che la società è pronta a scommettere su di lui. MondoPrimavera lo ha contattato e intervistato per parlare del suo passato e, si spera, futuro in granata e del suo arrivo a Como.

A casa tua si è sempre respirato calcio, papà e mamma sono infatti grandi tifosi. Che rapporto hai con la maglia del Toro?

“Sono arrivato al Toro quando avevo sei anni 6 anni fa e mio padre era già un grande tifoso. Lui ha saputo trasmettermi la passione per i colori granata. Devo molto a mio padre che, prima di cominciare nelle giovanili granata, mi ha allenato per tre anni. Se dovessi definire il mio rapporto con la maglia del Toro lo definirei proprio familiare. Basta pensare che quando è arrivata la convocazione in prima squadra, si giocava la partita contro la Fiorentina per il passaggio in Europa. Torino e Fiorentina. La squadra di mio padre e di mia madre. E’ stata un’emozione irripetibile, ma ovviamente non potevo che tifare per il Toro.  Il Toro? Una grande famiglia, c’è rispetto e tutti si vogliono bene. Ricordo quando andavo a vedere le partite allo stadio, poi ho fatto il racchettapalle, poi nelle giovanili ed infine la convocazione in prima squadra. Con e per questa maglia ho fatto il percorso più lungo: da tifoso a giocatore”.

Che anni hai trascorso in granata?

“Gli anni trascorsi al Torino saranno sempre indimenticabili. Sono cresciuto tantissimo dal punto di vista atletico e tattico. Poi, curiosità. Nel Toro ho sempre giocato a tre in mezzo al campo, tutti gli allenatori preferivano dei dei moduli con questa caratteristica. Questo perché arrivano pochi giocatori da fuori durante il percorso di crescita nelle giovanili e quindi dai giovanissimi in Primavera ci conoscevamo benissimo tra compagni. Questo è stato anche uno dei motivi che ci ha permesso di fare così bene l’anno scorso. Il mio ruolo? Sono un mediano e nel centrocampo a tre preferisco ricoprire il ruolo del vertice basso, ma so adattarmi. Qui a Como c’è Ardito che occupa già quel posto, ma io mi adeguerò alle decisioni del mister”.

L’anno scorso avete tentato un’impresa storica, poi quella finale persa ai rigori. Che ricordo porti dalla passata stagione?

” Un ricordo veramente bello. Tante volte penso che si vive una volta sola e quindi immagino che quando avrò 40 anni e finirò di giocare, credo che uno dei momenti più belli che porterò con me sarà quello dell’anno scorso. Eravamo una grande famiglia e in campo vedevo amici oltre che compagni. Longo? Se io son qua, è merito suo. Mi ha insegnato a correre oltre che a impostare e che nel calcio bisogna avere impegno costante. Ci siamo sentiti la scorsa settimana, per me lui è stata una persona importante per diventare il giocatore che sono ora”.

Che progetti  ha per te la società?

“Quello al Como è un prestito secco. Non metto la mano sul fuoco, ma credo che l’obiettivo della società sia quello di riprendermi”. 

Ora in prestito al Como, che ambiente hai trovato?

“Ottimo. C’è un gruppo giovane e affiatato. I giocatori più grandi e di esperienza ci danno una mano e utili consigli. Ambiente amichevole in cui mi sento a mio agio. Sono passati solo 5 giorni e non posso che parlarne bene”.

Prima esperienza tra i “grandi”, ti senti pronto?

“A dirla tutta si, soprattutto sotto l’aspetto dell’intensità.  Abbiamo fatto i test e i risultati lo confermano. Le partite sono diverse dagli allenamenti, questo lo so, però mi sento pronto. Poi in campionato sarà un’altra cosa e il nostro e il mio rendimento dipenderà anche dalle squadre che avremo davanti”.

Parlaci un pò di te, che giocatore sei. Quali sono le tue principali caratteristiche?

“Nasco come centrocampista centrale, ma posso ricoprire anche il ruolo di trequartista o di centrodestra se occorre. Non ho problemi ad adattarmi. E’ molto probabile che qui il mister voglia usare il 3-5-2 e per me non rappresenta una difficoltà. Devo dire ancora una volta grazie a mister Longo che in questi anni ha saputo modellarmi come giocatore. Ricordo quando ancora ero più piccolo e svogliato. Il mister mi insegnò che non basta la tecnica nel calcio, ma ci vuole molta intensità in mezzo al campo. Ora posso dire di avere sviluppato entrambe le caratteristiche”. 

Obiettivo per la prossima stagione?

“Con il Como proveremo a raggiungere i play-off. Poi, come ho già detto, spero di ritornare al Toro. Comunque, con tutto il rispetto per chi gioca in questa serie, non voglio rimanere a lungo nella C. Poi chissà, le cose potrebbero cambiare. Se con questa squadra lavoreremo bene e conquisteremo i play-off e la B, magari si parlerà di rinnovo del prestito. Però mi sembra chiaro che quest’anno farò di tutto per crescere e tornare al Toro più pronto di prima”.

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