ESCLUSIVA MP.IT – Berra: ”Calcio professionistico diverso dalla Primavera. Voglio fare bene per…”

Nel panorama calcistico italiano la crescita dei giovani è quanto mai fondamentale, e questo concetto è ben chiaro nella mente di Giampaolo Pozzo. Il patron friulano ha sempre sostenuto la linea verde della sua rosa, e ha più volte inserito anche in prima squadra diversi elementi del vivaio dell’Udinese, per valorizzarli e accrescere le loro potenzialità. Uno dei ragazzi che è appena uscito dal percorso giovanile della Primavera bianconera è Filippo Berra, difensore classe ’95 da quest’estate in forza alla Carrarese di proprietà della compagine friulana. Mondoprimavera.it ha intervistato in esclusiva il ragazzo di Udine, facendo il punto sul suo ambientamento nella società di Carrara, al momento in ritiro per curare la preparazione atletica.

Ciao Filippo. Considerato che questa è la tua prima esperienza al di fuori del settore giovanile, come valuteresti la Primavera dell’Udinese?


“Sono stato molto bene all’Udinese, è stato fondamentale per la mia crescita perché nell’arco di nove anni sono cresciuto grazie all’aiuto degli allenatori che mi hanno seguito e dei miei compagni. E’ un peccato che abbia dovuto abbandonare quella che era a tutti gli effetti la mia casa, ma uscire dalla propria realtà è una tappa obbligatoria per la crescita di un giocatore, potersi confrontare con altre dimensioni ti fa crescere e ti rende più forte. E’ bello comunque ricordare quest’ultima annata che abbiamo passato tutti insieme, in cui siamo arrivati in fondo nei playoff e abbiamo ottenuto grandi risultati come la vittoria contro il Milan di El Shaarawy. Comunque sia l’Udinese resta una società che crede tantissimo nei giovani, italiani e stranieri, quest’anno ha già operato nel mercato per portare in Primavera diversi elementi molto validi.”


Parlando degli allenatori che ti hanno seguito, quali sono stati i più validi per la tua crescita?


“Ho avuto la fortuna di avere un grande allenatore come Luca Mattiussi, che ha saputo valorizzarmi per bene sin dal primo anno in Primavera, ma non posso neanche dimenticare i sei mesi in cui mi sono allenato con la prima squadra allenata da Francesco Guidolin, è stata un’esperienza molto formativa”.

Dopo nove anni di Udinese però il trasferimento alla Carrarese deve essere stato pesante. Cosa hai provato quando hai fatto le valigie e sei andato via?


“All’inizio è stato molto difficile, tutto era un punto interrogativo per me: i nuovi compagni, il mister, l’ambiente che avrei trovato arrivato alla Carrarese. Ma dopo il primo giorno, superato il trauma iniziale, mi sono ambientato molto bene, i miei compagni sin da subito hanno dimostrato grande disponibilità e gentilezza nei miei confronti, hanno immediatamente cercato di farmi diventare parte del gruppo, posso proprio dire che è una bella squadra”.


Dunque il ritiro procede bene?


“Sì molto bene, siamo a Pontremoli, a mezzora da Carrara. Giustamente è molto stancante, principalmente per le gambe, ma d’altro canto è quello che ci tocca fare per prepararci al meglio per la prossima stagione”.

Quali pensi che siano le differenze tra il calcio delle Primavere e il calcio professionistico, ora che ti prepari a vivere questa nuova esperienza?


“Secondo me le differenze sostanziali si basano sul ritmo e principalmente sul risultato della gara: se magari nella Primavera una sconfitta può essere vista anche in maniera positiva per quanto riguarda la crescita dei ragazzi e il gioco sviluppato, tra i professionisti conta prevalentemente il risultato”.

Parlando invece di te, a quale modello di giocatore ti ispiri e qual è l’obiettivo che vuoi raggiungere in futuro?


“Mi ispiro a Dani Alves, ha le caratteristiche che più mi piacciono di un giocatore. Parlando della mia carriera, il mio sogno nel cassetto è quello di tornare a vestire la maglia dell’Udinese, perché è la squadra della mia città ed è il club dove sono cresciuto e dove ho fatto esperienze fantastiche, ma qualora dovessero mai arrivare delle grandi offerte da altri club prestigiosi non potrei certo rifiutare. Mi auguro di arrivare ovviamente il più alto possibile, ma il mio principio è quello di fare tutto passo passo. Spero, nel concreto, di far bene qui a Carrara e di tornare ad Udine il prima possibile”.

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