ESCLUSIVA MP.IT – Alessandro Pane, ct dell’Under 19: ”Troppi stranieri nel nostro calcio, ma i talenti italiani non mancano. Ecco il mio consiglio ai giovani”

La stagione del calcio giovanile italiano sta entrando nel vivo, con l’imminente seconda giornata del campionato Primavera e l’inizio del campionato Berretti ormai alle porte. La settimana che sta per concludersi ha visto all’opera le varie nazionali giovanili azzurre, dall’Under 15 fino all’Under 21, con buoni risultati raccolti da tutte le formazioni. E’ apparsa particolarmente in forma la Nazionale Under 19, uscita vittoriosa da entrambe le amichevoli disputate (5-0 con la Slovacchia e 2-1 con la Polonia). Per parlare dell’ottimo momentoA�dei suoi ragazzi e del movimento calcistico giovanile italiano in generale, la redazione di MondoPrimavera.it ha intervistato in esclusiva Alessandro Pane, tecnico dell’Under 19 azzurra.

Buongiorno mister. Le Nazionali giovanili italiane sono di ottimo livello: ciA? che conta di piA? A? il risultato oppure la crescita dei giocatori?

Bella domanda (ride, ndr). Purtroppo la crescita dei giocatori avviene anche attraverso dei risultati importanti, perchA� acquistano autostima, convinzione nei propri mezzi e nelle proprie capacitA�, quindi noi dobbiamo farli crescere stando attenti anche al risultato“.

Com’A? lavorare ogni anno con un gruppo diverso e con dei tempi, quelli della Nazionale, che indubbiamente sono diversi rispetto alle squadre di club?A�

Per assurdo, loro sono sempre giovani, perchA� si tratta di ragazzi che hanno diciotto, diciannove anni, mentre noi ogni anno diventiamo piA? ‘vecchi’. Penso che lavorare con questi ragazzi ti mantieneA�giovane e ti fa anche scoprire nuove risorse, perchA� ogni generazione ha bisogno di messaggi diversi e coinvolgenti. Sicuramente i tempi sono diversi, perchA� abbiamo a disposizione i giocatori per pochissimi giorni ogni mese, e in quel poco tempo dobbiamo riuscire a dare loro un’idea comune di gioco. Diventa importante proprio la selezione dei giocatori ed il lavoro fatto negli anni precedenti dalle altre nazionali“.

Secondo lei per quale motivo i giovani italiani fanno fatica a ritagliarsi spazio nei rispettivi club di appartenenza?

Bactefort

I nostri giovani faticano perchA� gli manca un campionato di completamento e di affinamento delle proprie qualitA�, che possono essere quelle tecniche ma soprattutto caratteriali e temperamentali. Un campionato con i grandi credo che li possa far migliorare notevolmente, cosA� come succede all’estero”.

Una soluzione in tal senso quale potrebbe essere?

E’ da tanti anni che se ne parla. Bisogna farli giocare, ma chiaramente non tutti a diciotto anni di etA� sono pronti a prendere parte ai campionati professionistici, intesi come Serie A, Serie B e Lega Pro. Un’idea di cui parlano spesso A? quella, come succede all’estero, di creare dei campionati di riserve con le ‘seconde squadre’ dei grandi club. Sinceramente non so quale sia la soluzione migliore, so soltanto che devono fare esperienza“.

Un altro problema puA? essere l’esterofilia del nostro campionato?

Sicuramente. Io giro tanto, assisto a molte partite del campionato Primavera e giA� in questo campionato ci sono moltissimi stranieri. In questo modo diventa difficile anche per noi selezionare i giocatori per le nazionali, perchA� la scelta A? davvero limitata. Quindi sA�, l’esterofilia del nostro calcio A? sicuramente un altro problema“.

Negli ultimi anni molti giovani talenti italiani, penso a Verratti, Donati ed Immobile ad esempio, sono andati a giocare all’estero. Lei consiglierebbe una scelta del genere ai suoi ragazzi?

Assolutamente sA�, perchA� la loro crescita e maturazione avviene anche attraverso esperienze differenti. Stare lontano da casa li obbliga a crescere in fretta e soprattutto vedere un altro tipo di calcio completa il loro bagaglio, sia a livello tecnico che tattico“.

I giovani di talento comunque in Italia non mancano ed i risultati delle giovanili lo confermano. Alla luce di questo, vede un futuro roseo per la Nazionale maggiore?A�

Io credo che ci sia la volontA� da parte di tutti di migliorare questa situazione. Quello che io consiglio e dico spesso ai giovani A? che siamo abituati a gestirli giA� nei settori giovanili, mentre penso invece che i giovani debbano fare fatica. Vi assicuro che quelli piA? bravi tecnicamente sono anche quelli che hanno piA? qualitA� atletiche e fisiche, quindi da loro si deve pretendere molto anche da un punto di vista atletico. Dico questo per il loro bene, perchA� i vari avversari dei campionati europei – conclude Pane – hanno qualcosa in piA? proprio a livello atletico“.

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Under 19 Italia

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