ESCLUSIVA MP.IT – Ag. FIFA Maifredi: ”Il calcio giovanile italiano è arretrato. In Europa…”

E’ un momento delicato, quello che sta vivendo il Brescia Calcio: superata la crisi societaria grazie all’intervento del dottor Luigi Ragazzoni, che si è assunto la carica di amministratore unico della società lombarda, restano dei problemi importanti legati alla situazione delle giovanili (come già discusso precedentemente). A proposito di ciò, Mondoprimavera.it ha contattato l’agente Fifa Christian Maifredi per conoscere le sue opinioni circa la situazione giovanile nel nostro calcio.

Signor Maifredi, cosa ne pensa lei dell’ambiente del calcio giovanile italiano?

“Penso che sia un ambiente vecchio: è fondamentale che i settori giovanili subiscano una rivoluzione per permettere ai talenti nostrani di mettersi in mostra sin da subito. L’Italia è una tra le pochissime nazioni europee a ritrovarsi indietro per quanto riguarda l’organizzazione. Nelle altre nazioni del continente, i ragazzi delle giovanili possono intraprendere un percorso di maturazione che permette loro di giocare nella Primavera e poi nelle seconde squadre della stessa società (come ad esempio il Castilla, a tutti gli effetti il Real Madrid B, ndr).”

E’ dunque necessario per il calcio italiano intraprendere un percorso più “nordeuropeo” per quanto riguarda la crescita dei propri giovani?

“Assolutamente sì. Possiamo parlare, per fare un esempio, di Adrien Rabiot, la stella del Paris Saint German: a 19 anni ha già 2 anni di esperienza professionistica alle spalle (prima nel PSG under 19, poi è stato inserito in prima squadra e infine a giugno è stato mandato in prestito al Toulouse, ndr). I ragazzi dovrebbero essere valorizzati in tempo per poter giocare già in squadre importanti a 19/20 anni. Questo meccanismo ancora non esiste in Italia, e se non verrà introdotto un cambio di rotta di questo tipo, sarà veramente difficile poter vedere il calcio italiano risorgere in breve tempo.”

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