ESCLUSIVA MP – Di Gregorio, da Palermo al Belgio: ”In Italia situazione difficile per i giovani calciatori”

  • Riccardo Aulico
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Nonostante l’avventura di MondoPrimavera sia cominciata da meno di un mese, non è stato difficile imbattersi in questi giorni nelle storie più diverse. I giovani talenti del nostro calcio, o almeno la maggioranza, sembrano però essere accomunati da un destino che descrive bene quale sia il vero limite del nostro calcio. Terminata la trafila nelle giovanili, il giocatore medio deve andare alla ricerca di un club dove poter giocare (nella migliore delle ipotesi in prestito e non da svincolato). E’ un pò quello che è successo anche a Francesco Di Gregorio, un ragazzo del ’92 di Palermo. Francesco è un portiere e ha giocato nel Palermo Primavera, salvo poi essere ceduto al Brindisi ed infine al Royal Excelsion Virton, squadra della Serie B belga. Abbiamo deciso di contattarlo e di farcela raccontare da lui  la storia degli inizi della sua carriera. Ecco l’intervista:

Ciao Francesco, oggi vogliamo parlare del tuo presente ma anche del tuo passato trascorso nelle giovanili del Palermo. Cosa ci racconti di quegli anni?

“In rosanero ho vissuto dei momenti fantastici. I miei compagni di quegli anni erano davvero giocatori eccezionali e la squadra era una delle più forti in Italia”.

Poi cosa è successo?

“Quando è scaduto il mio contratto, la società ha deciso di non rinnovarlo e così sono stato girato in prestito al Brindisi. Erano gli anni del cambio di dirigenza e la società, compreso lo staff dirigenziale del settore giovanile cambiò. In quegli anni si dimetteva anche Sabatini. A quanto pare non rientravo più nei piani della società”.

Tu però in prima squadra, seppur per un breve periodo, ci sei arrivato…

“Io sono stato terzo portiere nell’anno del Palermo in Europa League. Il mio passaggio in prima squadra è stato facilitato perché avevo a che fare con grandi giocatori come Miccoli o Pastore e quando ti confronti con campioni di quel calibro sei ancora più motivato a fare meglio”.

In quel periodo quale era il tuo obiettivo?

“Restare il più possibile in prima squadra. E’ il sogno di tutti i Palermitani giocare nella squadra della propria città e vestire i colori rosanero. A Palermo però si punta molto sugli stranieri e sui giovani che vengono dall’estero. Non ho alcun rimpianto e sono felice del percorso che sto facendo. Mi piacerebbe però tornare un giorno”.

Ma c’è mai stata la possibilità di tornare in Italia o in particolare a Palermo, considerato l’anno della retrocessione?

“Non ci sono mai stati discorsi aperti per il mio ritorno. Anche nell’anno della retrocessione il Palermo era ben messo in porta. Gente come Sorrentino o Ujkani sono una sicurezza e un lusso per la Serie B”.

Parliamo invece del tuo presente…

“Adesso gioco del Virton, una squadra della Serie B belga e l’anno scorso ho disputato un buon campionato  facendo le mie presenze. I primi mesi sono stati un pò difficili sia per la lingua che per il modo di giocare. Rispetto all’Italia qui si concentrano molto di più sul lavoro fisico che su quello tattico”.

Che situazione hai trovato?

“Parlando di settore giovanile, posso già fare un netto paragone tra l’Italia e il Belgio, così come per il resto d’Europa. In Italia si tende molto a far crescere i giovani solamente nel settore giovanile per poi inviarli in squadre di livello inferiore. Qui invece il passaggio in prima squadra è quasi automatico. E’ questa la strada da seguire perché se sei capace di coltivare un settore giovanile e riesci ad avere in squadra i giovani più forti del panorama nazionale, puoi avere una rosa competitiva già in partenza”.

Il tuo futuro?

“Ho ancora un altro anno di contratto qui e cercherò di dare il massimo per questa squadra. Non ho ancora pensato a cosa farò dopo. Mi piacerebbe tornare in Italia, ma ancora ho un anno per pensarci”.

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