Empoli, parla il presidente Corsi: “Il modello Empoli può rilanciare il calcio italiano”

  • Riccardo Aulico
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Empoli è una cittadina di quarantamila abitanti, che è riuscita a farsi conoscere sulla cartina del calcio che conta grazie al valore di un settore giovanile tra i migliori del Bel Paese. La piccola città toscana, da anni è ai vertici del calcio giovanile italiano: tra talenti lanciati in prima squadra o proiettati verso i più importanti palcoscenici, il club toscano porta una ventata d’aria fresca rispetto all’immobilismo del pallone nostrano.

Il presidente Fabrizio Corsi ha parlato del “modello Empoli” in una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Tuttosport, nella quale ha svelato i segreti della fucina di talenti della società azzurra: “Valorizzare i giovani è nel nostro DNA: ogni anni investiamo circa due milioni di euro nel vivaio, una cifra che corrisponde al 20% del nostro budget. In Italia, invece, mediamente viene destinato solo il 2-3% allo sviluppo del settore giovanile, mentre nel resto d’Europa non si arriva al 5%. Investire sui giovani aiuta a sistemare i conti, evitando di dover puntare su giocatori stranieri normalissimi che tolgono spazio a ragazzi molto validi. Se Barcellona e Bayern costruiscono i loro successi con giocatori cresciuti in casa, perché in Italia non dovrebbe essere possibile fare altrettanto?”.

Ormai non c’è stagione che passi senza che l’Empoli lanci almeno uno dei suoi tanti talenti in prima squadra. Corsi spiega il perché: “Il nostro è un ambiente sereno, che consente ai giovani di sbagliare e quindi di crescere. Tra i nostri ragazzi che si sono messi in mostra nell’ultima stagione vengono subito in mente i nomi di Rugani, e siamo felici di averlo con noi per un altro anno prima di un futuro alla Juventus, e Hysaj. Il futuro è nelle loro mani e in quelle di tanti altri talenti in rampa di lancio dalla nostra Primavera: penso a Piu, Agrifogli e Bachini, giusto per fare qualche nome.”.

Un Empoli che non smette di rinnovarsi seguendo il filo conduttore del lavoro sui giovani, un’oasi felice che dovrebbe essere d’esempio per rinnovare e rilanciare il calcio italiano.

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