Ascoli, parla Di Mascio: “E’ fondamentale dedicarsi al settore giovanile e al campionato riserve”

  • Simone Brianti
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Il calcio italiano sta vivendo un momento molto particolare, si parla spesso di alcuni giovani dei settori giovanili, ma realmente non è ancora cambiato nulla, la Serie A risulta sempre di più un calcio per vecchi, come detto anche qualche giorno dal giovane Jedvaj del Bayer Leverkusen. Qualcosa deve cambiare e velocemente, o rischiamo veramente di perdere altro tempo e di perdere tanti altri talenti come nel caso Scamacca della Roma: il classe ’99 ha preferito la destinazione Psv anzichè rimanere nella capitale. Di questo momento ha parlato Di Mascio, responsabile del settore giovanile dell’Ascoli, scopritore anche di tanti talenti come Verratti, per citare uno dei giovani più promettenti. Di Mascio è stato intervistato da footballscouting.it, queste le parole che la redazione mondoprimavera.it ha sottolineato: Ci sono sicuramente decine di ragazzi interessanti, a partire dalla categoria Esordienti fino alla Berretti ma evidentemente non è possibile prevedere quali e quanti potranno proseguire la loro carriera fino al definitivo salto di qualità. Preferisco non citare nessuno in particolare, ripeto che ci sono tanti ragazzi di qualità, non solo quelli che vanno per la maggiore. Tutti meriterebbero un occhio di riguardo visto e considerato il proprio prezioso contributo offerto alla squadra. B Italia e Italia Lega Pro? Ritengo siano molto importanti. Innanzitutto si denota una certa considerazione della Federazione nei confronti dell’Ascoli proprio perchè molti dei nostri ragazzi sono stati convocati. Proprio per questo motivo ho assistito con piacere anche ad alcuni allenamenti e ho potuto apprezzare la grande professionalità di Valerio Bertotto; quindi per i giovani calciatori è un’occasione importante perchè possano fare tesoro dell’esperienza in queste selezioni e migliorare. Berretti o Primavera? Sono dell’opinione che per una semplice questione meritocratica il Campionato Berretti non possa essere un campionato parallelo, in termini di età, a quello Primavera. Numerose società curano tanto il settore giovanile da meritare di iscrivere le loro squadre a questi campionati, ma l’organizzazione attuale purtroppo non lo consente. Il campionato Berretti dovrebbe riguardare giocatori classe ’97 e più piccoli, la Primavera inglobare ragazzi fino ai 18 anni con massimo un fuoriquota classe ’95. Questo tipo di riforma gioverebbe solo alla sopracitata formazione dei giovani. Secondo la mia idea di calcio, è necessaria l’introduzione di un campionato riserve, perchè i ragazzi perdono tanto nella prima fase di crescita, dai 6 ai 12/13 anni, perchè viene dedicato loro poco tempo dalle scuole calcio. E’ vero che la Lega Pro è un torneo agonisticamente valido ma è altrettanto vero che un campionato di alto livello tecnico, come potrebbe essere quello riserve, in cui i calciatori possano maturare esperienze importanti tra i 19 e i 22 anni, sarebbe una soluzione efficace. In questo modo non lascerebbero le proprie società e non sarebbero costretti ad essere ceduti in prestito ad altre squadre. Se guardiamo alla crescita dei ragazzi è fondamentale dedicarsi al settore giovanile e fare in modo che aumenti l’efficienza dal punto di vista tecnico ed anche economico dell’organizzazione, innalzando in un certo senso il livello generale del nostro calcio.”

Molto interessanti le parole di Di Mascio, che analizza nel dettaglio la situazione e il problema del calcio italiano: molte squadre non puntano sui giovani, tante lo fanno anche per mancanza di soldi per poter attuare un progetto, sarebbe importante poter incentivare le squadre attraverso dei guadagni in caso di presenza in campo di qualche giovane del vivaio e sarebbe importante il campionato riserve come quasi ogni campionato straniero ha.

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