Arrigo Sacchi lascia l’incarico in FIGC: ‘Serve autocritica per crescere, basta dirigenti che pensano solo al potere’

  • Filippo Ferraioli
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Il calcio italiano perde pezzi, in un momento tra i più difficili nella storia del movimento nazionale. Mentre divampa il caso-Tavecchio, arriva la notizia dell’addio di un grande personaggio che lascia i quadri della FIGC: si tratta di Arrigo Sacchi, uno dei più grandi tecnici del calcio italiano, che ha annuncia di aver rimesso il suo incarico di coordinatore delle nazionali giovanili. Sacchi ha spiegato in conferenza stampa i motivi del suo addio, con dichiarazioni riportate da TgCom: “Lascio con dispiacere un incarico a cui tenevo molto. Purtroppo devo confrontarmi con un avversario che sono riuscito a domare per una ventina d’anni, ma che adesso sta prendendo il sopravvento: lo stress. Oltre a questo motivo c’è la volontà da parte mia di passare un pò del mio tempo con la mia nipotina: quando sono diventato padre ho trascurato mia figlia mettendo la carriera al primo posto, adesso non voglio ripetere lo stesso errore. Avevo già avvisato la federazione un anno fa, annunciando la mia intenzione di non rinnovare il contratto. Lascio dopo quattro anni intensi, nei quali abbiamo fatto un buon lavoro per cercare di dare ai nostri ragazzi una mentalità internazionale. In un paese che non crede nei giovani dobbiamo ringraziare la Federazione per gli sforzi fatti nei loro confronti. Il Mondiale? Pensare di poter vincere era una illusione da amanti della Nazionale, ma si sarebbe trattato di un vero e proprio miracolo se pensiamo che nessuno dei nostri club è riuscito a qualificarsi ai quarti di finale di Champions League. Sono stati commessi degli errori, abbiamo dirigenti che pensano più al loro poter che al bene del calcio. Serve un pò di autocritica per crescere, piangersi adosso non serve a niente. Abbiamo esportato la nostra cultura, a tutti i livelli, per 1500 anni: qualche anno fa ricordo di essere stato in Costa Rica per un seminario di sei giorni, adesso forse sarebbe il caso di chiamare qualcuno di loro per tenere lezione da noi. Furbizia, arrivismo, scorciatoie e compromessi vanno messi da parte, perché con questi mezzi non si arriva da nessuna parte. Spero che non solo il calcio, ma tutto il Paese, riesca a risollevarsi da questa situazione”.

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