Accardi: ”Adotto Mbaye! Quella volta che Mou voleva ‘picchiare’ Ausilioa��”

Dopo essere stato protagonista della sessione invernale di calciomercato, con un intrigo che lo ha portato a salutare l’Inter per accasarsi al Bologna,A�Ibrahima MbayeA�A? salito alla ribalta delle cronache per una bella storia dal punto di vista umano. Il Corriere dello Sport Bactefort ha infatti pubblicato un’intervista a Beppe Accardi, agente dell’esterno senegalese, nella quale il procuratore ha reso pubblica l’intenzione di adottare legalmente il suo assistito. Una storia commovente, che racconta lo straordinario rapporto tra Mbaye e Accardi che presto potrebbe essereA�riconosciuto con tutti i crismi dell’ufficialitA� dall’adozione legale da parte dell’agente. Ecco le parole di Accardi:A�”Sono andato al tribunale di Modena per avviare le pratiche per l’adozione di Ibrahima. Ne ho parlato con mia moglie e le mie figlie, poi ho chiesto il suo parere. Ci siamo guardati, aveva gli occhi lucidi e mi ha risposto in un modo che mi ha fatto commuovere: ‘Capo, sarebbe bellissimo’. Lui mi chiama cosA�, mentre chiama ‘mamma’ mia moglie Antonella. Come mai questa decisione? Semplice, Ibra A? uno di famiglia, il figlio maschio che non ho mai avuto. Vive con noi da sei anni, lo abbiamo visto crescere e ci vogliamo molto bene. Lo scoprii in Africa quando aveva 14 anni, giocava nell’A�toileA�Lusitana e mi accorsi subito di trovarmi di fronte a un talento da non lasciarsi sfuggire. Chiamai subito Ausilio consigliandogli di prenderlo, ma continuava a temporeggiare e a rimandare la chiusura dell’affare. CosA� il presidente del club mi disse che avrebbe chiamato un amico per sbloccare la situazione: un tale JosA� Mourinhoa��Il giorno dopo fui richiamato da Ausilio, dicendomi che ci aspettava a Milano per la firma e che Mou aveva minacciato di prenderlo a calci se non avesse portato Mbaye in nerazzurro. Adesso voglio che Ibra si equiparato legalmente alle mie figlie: non voglio affatto sostituirmi al padre naturale, e so giA� che in molti speculeranno su questa vicenda, ma l’unica cosa che conta A? il bene che gli voglio e il fatto che lo senta davvero come un figlio”.

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