11 E LODE, EDIZIONE VIAREGGIO – I migliori del torneo scelti da MondoPrimavera

PIERLUIGI GOLLINI (Hellas Verona) – Votato come il miglior portiere della Viareggio Cup, uno come lui non può non essere inserito nella nostra Top 11. Le prestazioni sfoderate in terra toscana hanno confermato che è pronto il grande salto, e non a caso ha già esordito in Serie A in questa stagione. Il numero 1 veronese è stato semplicemente decisivo nel cammino verso la finale, soprattutto nelle partite ad eliminazione diretta come quelle contro Genoa e Napoli, nelle quali si è reso protagonista della lotteria dei rigori parandone due ai rossoblu e ben tre ai partenopei. Nella finale contro l’Inter ha tenuto in corsa la propria squadra fino alla fine con delle grandi parate, ma si è dovuto arrendere al gol di Gyamfi che ha regalato il trofeo ai nerazzurri. Saracinesca.

BRIGHT GYAMFI (Inter) – Il terzino destro dell’Inter è stato uno dei difensori più decisivi della Viareggio Cup. Ha segnato due gol, dei quali uno siglato in finale a pochi minuti dal triplice fischio che avrebbe portato le due squadre ai rigori. Il suo piattone destro consente all’Inter di portare a casa il trofeo. Terzino di spinta, si rende protagonista di gare positive, lottando su tutti i palloni e disimpegnandosi bene in entrambe le fasi. Match winner.

FILIPPO BONI (Hellas Verona) – Capitano del sorprendente Hellas Verona di mister Pavanel, Boni è stato uno dei migliori difensori dell’intero torneo. Alle prove molto positive sfoderate durante la fase a gironi, seguono prestazioni in crescendo, con tanto di rigore decisivo messo a segno ai quarti contro il Napoli. In semifinale annulla lo spauracchio Gondo e si rende protagonista di ottime chiusure, mentre in finale non soffre particolarmente il pur ottimo Bonazzoli ed è uno degli ultimi ad arrendersi. Baluardo.

VALERIO MANTOVANI (Torino) – Il Torneo di Viareggio è stata un’importante occasione che il centrale granata ha sfruttato appieno. Se infatti finora in campionato non aveva trovato molta continuità, il torneo lo ha visto in campo in tutte le quattro partite giocate dal Torino, ed è stato uno degli interpreti migliori della formazione di Longo. L’inizio è stato ottimo, con una prestazione da migliore in campo ed un colpo di testa finito in fondo al sacco che ha sbloccato il match contro il Santos Laguna. Secondo match di riposo, con soli 2′ nel finale, mentre nel terzo, contro la Rappresentativa Serie D, Mantovani riesce a ripetersi e mette a segno il secondo gol in tre partite, confermandosi un’arma letale sui calci piazzati.

SILVIO ANOCIC (Roma) – Arrivato alla Roma in estate, ha giocato pochissimo fino all’inizio della Viareggio Cup, torneo nel quale ha dimostrato tutte le proprie capacità. Sempre schierato da mister De Rossi, macina chilometri sulla fascia sinistra e sforna cross in quantità industriale. Dal suo piede parte l’assist vincente che consente a Vestenicky di sbloccare l’ottavo con il Palermo, così come un suo mancino nel finale di gara con l’Atalanta, ai quarti, mette in difficoltà il portiere avversario e permette allo stesso attaccante slovacco di siglare il gol vittoria sul tap in. Prestazione di sostanza anche in semifinale, dove risulta il migliore tra le file giallorosse nonostante la pesante debacle. Piacevole sorpresa.

SIMONE BASTONI (Spezia) – Se lo Spezia ha accarezzato per gran parte del torneo il sogno di arrivare fino in fondo, buona parte del merito è proprio suo. Autore di prestazioni molto convincenti fin dalla prima gara, sblocca il match contro il Genoa nella fase a gironi e mette un timbro nella tennistica vittoria contro il Benevento. Bene anche contro il Cesena agli ottavi e con la Fiorentina ai quarti, sfida nella quale, nonostante l’eliminazione, non ha mollato fino al 90′ ed è stato probabilmente il migliore tra le file spezzine. Qualità al servizio della squadra.

ANDREA PALAZZI (Inter) – Uno dei grandi protagonisti del successo nerazzurro. In panchina nella prima partita, disputa buone prove con Parma e Pro Duta, realizzando una rete in quest’ultima sfida. Prova ampiamente sufficiente anche agli ottavi, mentre ai quarti è un suo bolide dalla distanza a regalare il raddoppio all’Inter contro il Pescara. In semifinale corre come un forsennato e combatte con i centrocampisti giallorossi senza risparmiarsi, così come avviene in finale quando riceve il premio virtuale di migliore in campo secondo il giudizio della nostra redazione. Autentico faro del centrocampo dell’Inter.

SIMONE MINELLI (Fiorentina) – Indubbiamente il migliore della Fiorentina. Assente nel primo match vinto con il Nordsjaelland e in ombra nel secondo, perso con il Cesena, disputa pochi minuti dell’ultima gara del girone con la Cremonese, partecipando alla goleada finale. Sale in cattedra dagli ottavi, quando gioca una gran partita e sblocca il difficile match contro gli olandesi del Psv. Si ripete nei quarti, con una perla, un colpo di tacco al volo, che porta in vantaggio la viola contro lo Spezia. A segno anche in semifinale contro l’Hellas Verona, ma il suo gol non basta per evitare l’eliminazione della squadra di Guidi. Velocità, rapidità e tecnica sono le sue doti migliori, e se a queste aggiungiamo il fiuto del gol, diventa un giocatore completo.  Talento in rampa di lancio.

ACCURSIO BENTIVEGNA (Palermo) – La Viareggio Cup sembra essere la dimensione ideale per Bentivegna. Dopo le prestazioni maiuscole della passata edizione, il talentino del Palermo si è ripetuto anche quest’anno: dopo gol e assist alla prima contro l’Apia Leichhardt, si scatena nella seconda gara dove realizza la doppietta che elimina il Milan campione in carica, per poi aprire le danze nell’ultimo match del girone contro gli olandesi del Psv. L’avventura dei rosanero finisce agli ottavi, ma proprio contro la Roma, Bentivegna mette a segno uno dei gol più belli del torneo, accentrandosi dalla sinistra e dribblando ben tre avversari prima di insaccare la sfera alle spalle del portiere con un tiro a girare sul secondo palo. Capocannoniere e assoluto trascinatore del Palermo.

PIERLUIGI CAPPELLUZZO (Hellas Verona) – Questa edizione del torneo di Viareggio potrebbe rappresentare il suo trampolino di lancio verso il grande calcio. A secco nelle prime due gare, mette comunque in mostra fisicità, tecnica e voglia di lottare su tutti i palloni, prima di scatenarsi con la doppietta che stende in Pakhtakor e porta il Verona agli ottavi. Non segna contro Genoa e Napoli, ma risulta determinante per il passaggio del turno, lavorando di sponda e sacrificandosi per la squadra in entrambe le partite. In semifinale prima serve l’assist a Fares, poi si conquista e trasforma il rigore che porta l’Hellas alla prima, storica, finale del torneo. Lotta da solo contro l’intera difesa nerazzurra e alla prima occasione insacca la sfera alle spalle di Radu per il gol del momentaneo 1-1. Non si arrende fino al triplice fischio, nonostante i crampi si facciano sentire. Avercene di attaccanti così…

FEDERICO BONAZZOLI (Inter) – In questa edizione della nostra rubrica 11 e lode non poteva di certo mancare il “Golden Boy” della 67^ edizione della Viareggio Cup. Mancini lo restituisce a Vecchi per la fase finale del torneo e la scelta si dimostra subito azzeccata. Segna il gol di rapina che consente all’Inter di battere la Rappresentativa Serie D, stendendo poi il Pescara ai quarti con una doppietta. In semifinale tiene testa da solo alla difesa della Roma, punita dal dischetto con il gol che vale il momentaneo raddoppio. Nella finalissima di Pisa gli occhi sono tutti su Bonazzoli, e lui non tradisce le attese portando avanti l’Inter dopo un solo giro di lancette, con un altro gol di rapina da attaccante vero. Si laurea capocannoniere del torneo – al pari di Bentivegna – e vince il premio come miglior giocatore. Cannibale.

PANCHINA

Scegliere tra titolari e riserve in questa nostra speciale top 11 non è stata certo cosa semplice. Dover decidere tra i tanti giocatori che sono scesi in campo lungo il torneo e tra quelli che sono arrivati più o meno in fondo alla competizione non è stata cosa semplice sia nel rispetto dei reparti che dei ruoli di questa nostra formazione ideale. In questa nostra panchina “virtuale”, così come nella formazione titolare, abbiamo cercato di mantenere un certo equilibrio tra le squadre rappresentate e i giocatori nelle loro posizioni in campo. Partiamo con la nostra analisi. In porta abbiamo scelto di inserire il portiere dell’Inter Primavera Ionut Radu: il 17enne rumeno ha mostrato tutto il suo talento esibendosi in alcuni interventi da vero fuoriclasse lungo tutto il torneo. L’estremo difensore nerazzurro dialoga con i compagni ed è una vera sicurezza in mezzo ai pali. In difesa abbiamo scelto ben 4 nomi: Armando Anastasio del Napoli, Nura Abdullahi dello Spezia, Yao dell’Inter e Alberto Tentardini dell’Hellas Verona. Gli ultimi due si sono incontrati nella finale del torneo in cui hanno mostrato ancora una volta le caratteristiche che li hanno fatti emergere lungo tutta la competizione: il difensore centrale dell’Inter è esempio di solidità e intelligenza tattica, oltre che un buon colpitore di testa sui calci piazzati, mentre il terzino dell’Hellas ha dato prova di estrema duttilità sia in fase difensiva che in quella di spinta. Il terzino sinistro gialloblu in prestito dal Como non molla mai l’uomo in fase difensiva, mentre quando si spinge nella metà campo avversaria gioca molto bene sul piano dell’intensità offrendo ottimi spunti per i compagni. Anastasio e Nura, due terzini che i rispettivi allenatori hanno avanzato sulla linea di centrocampo per le spiccate doti offensive: il talento azzurro ha raccolto 5 presenze e 2 gol nel Torneo di Viareggio in cui ha giocato prevalentemente come esterno sinistro di centrocampo; stessa cosa, a fascia invertita, per il giovane 17enne nigeriano in forza allo Spezia, uscita ai quarti contro la Fiorentina, che oltre ad aver segnato un gol ha sfornato assist a ripetizione. Passando al centrocampo, già citato con gli inserimenti “ibridi” di Nura e Anastasio, parliamo ora di Simone Monni del Pescara e Tiziano Tulissi dell’Atalanta. Il loro inserimento in questa zona del campo potrà non sembrare una scelta opportuna ma entrambi, il pescarese sulla fascia sinistra e il bergamasco sulla fascia destra, sono pedine molto duttili nello scacchiere dei loro rispettivi allenatori. Monni è arrivato da poco dal Torino e ha già conquistato Pescara e il suo allenatore, mister Oddo, mettendosi già in bella mostra in questo torneo affermandosi come uno dei giocatori più decisivi dei delfini, usciti ai quarti contro l’Inter; Tulissi è stato uno dei trascinatori della formazione di mister Bonacina, giocatore tecnico, veloce e concreto sottoporta. Per entrambi sono due le reti segnate  nella competizione. Arriviamo dunque all’attacco. Simone Raffini, Ryan Hiwat e Tomas Vestenicky compongono il trio di lusso di riserve. I loro nomi sono bene in mostra nella “piramide” della classifica marcatori del torneo. Raffini, attaccante classe ’96 del Cesena, è stata una delle più piacevoli sorprese del torneo visto che il Cesena, decimato dagli infortuni e dalle assenze per “chiamate in prima squadra”, ha affrontato il torneo con gli uomini contati. Con lui come punto di riferimento lì davanti i ragazzi di mister Angelini non hanno patito l’assenza di uomini chiave come Valzania o Moncini. Hiwat del Psv, già da molti paragonato a Gullit per movenze e aspetto, è sicuramente il talento estero che più si è messo in mostra in questo torneo. Abbiamo scelto il giovane 18enne olandese perché è grazie alle sue giocate e ai suoi gol, 3 fino agli ottavi, che la formazione biancorossa è riuscita a superare il girone eliminatorio prima di perdere la gara contro la Fiorentina. Per lo stesso motivo una menzione la merita anche Claudio Sparacello della Rappresentativa Serie D, vero uomo simbolo e generale della formazione di mister Gentilini. Infine non può che avere un posto in questa nostra top 11 il giovane Vestenicky della Roma che ha lasciato il segno in questa competizione contribuendo in maniera significativa, su tutto la doppietta contro l’Atalanta ai quarti, al percorso dei giallorossi lungo tutto il torneo. Sostituire Verde non è cosa semplice, ma il giovane slovacco ha sicuramente dato dei segnali positivi al suo allenatore e ai tifosi.

Top 11 Viareggio

1 Comment

    • Franco

      18 febbraio 2015

      Secondo me ci manca Prezioso del Napoli un vero gladiatore

      Reply

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